Mai Mai Mai – Theta

Mai Mai Mai – 'Theta' (2013)

Mai Mai Mai è la sigla dietro cui si cela uno dei personaggi cult della Capitale. La via solista una divagazione elettronica, forse, inevitabile, specie se al culmine di esperienze in band rock oriented. La stella marina in copertina simboleggia, però, una sorta di ritorno alle origini e, soprattutto, all’acqua. Un elemento fondamentale per la sua storia.

Theta è l’ottava lettera dell’alfabeto greco. Il suo simbolo è simile a uno zero. Il progetto Mai Mai Mai è, però, meno geometrico e più rumoroso. L’alter ego di Toni Cutrone si nutre di droni oscuri, fitte trame noise, incursioni industrial e altre tensioni soniche. Legate a doppio filo a quelle diverse culture e realtà che, da bambino, ha assimilato.

Le atmosfere plastiche dell’Europa e quelle conturbanti del Medio Oriente. Battiti polverosi e field recording ansiogeni. In “Theta” (2013) è in atto uno scontro di vividi ricordi, sogni irrealizzati e visioni altre. Un debutto tanto diretto quanto forte, rilasciato per conto della Boring Machines. O un vero e proprio viaggio verso una terra di nessuno.

Con l’intento di alzare la posta in gioco in termini di cattiveria sonora. Riscoprire le proprie radici è, però, anche un’operazione celebrale, oltre che un esperimento ai limiti del rituale. I sei brani di “Theta” sono tanto arcani quanto criptici. Il fascino è occulto, il flashback indotto, il volume alto. La nuova psichedelia tricolore è anche provocatoria.

Oltre l’immaginario descritto, la title-track presenta, infatti, un retroterra gracchiante. Il lontano richiamo di uno strumento a fiato emergere dalle acque elettriche. Prometheus uno scherzo radioattivo. Il nucleo del brano è altrettanto incandescente. Un appena percettibile coro di voci sembra rievocare il mito di colui che rubò il fuoco agli dei.

In Noeo sono protagonisti alcuni sample vocali che invitano ad aprirsi al mondo. Nel frattempo, infuriano segnali morse. Se Upnos si configura come la traccia più ondivaga del lotto, Muo è quella più astratta. Un profluvio di basse frequenze di alto spessore. La conclusiva Telos il riverbero dell’eccesso. Un attimo prima delle onde del mare.

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