M. Fusciati – Urbanistica

M. Fusciati – 'Urbanistica' (2016)

Progettare lo spazio urbano. Gestire le costruzioni e le infrastrutture. Pianificare ogni singola modifica di un territorio antropizzato. Un interesse costante per Mario Vinciguerra e, soprattutto, per Gerardo Iacoucci, autori come M. Fusciati di una concept library quale “Urbanistica” (2016), ristampa della Four Flies Records. “I problemi urbanistici della città moderna sono tra i più interessanti in quanto influiscono e determinano direttamente le condizioni ambientali che regolano la vita di una moltitudine di persone inserite e operanti nel contesto della civiltà contemporanea”.

L’attualità dell’urbanistica, da tempo elevata al rango di scienza moderna, e un’interpretazione musicale dei luoghi che circondano l’uomo. Un doppio punto di partenza per provare a indagare una materia concreta fino a un certo punto a partire, però, da una prospettiva finanche astratta o, parimenti, emanazione diretta della sensibilità di due musicisti. Il primo abile con tromba e trombone, il secondo stimato compositore del sommerso mondo delle librerie musicali, la cui carriera ha preso il via all’inizio degli anni Settanta, con la complicità di Romano Di Bari.

L’editore della Flipper Records conosceva bene Gerardo Iacoucci, le loro prime frequentazioni avevano avuto luogo all’interno di un tessuto familiare. La collaborazione tra i due fu spontanea e duratura nel tempo, con numerosi lavori pubblicati per le sussidiarie della casa madre, specializzate nella realizzazione di sottofondi musicali per i vari prodotti televisivi Rai. La stessa “Urbanistica” (1971) è, infatti, parte del catalogo Octopus Records, mentre una release in linea con la precedente quale “Industria – N. 1” (1972) fu pubblicata dalla ‘gemella’ Canopo.

Un album di musica concreta, diverso da “Urbanistica”, ma figlio legittimo di una ricerca sonora avviata con un registratore portatile Nagra, all’epoca oggetto d’avanguardia, con cui avventurarsi tra fabbriche, tipografie, falegnamerie o qualsiasi altro luogo disponesse di macchinari in funzione. L’obiettivo di Gerardo Iacoucci, noto anche con lo pseudonimo H. Caiage, era campionare quei suoni tanto interessanti quanto ripetitivi, derivanti dal connubio fra uomo e tecnologia, da poter impiegare all’interno delle proprie librerie musicali. O, semplicemente, da cui trarre alcuni spunti.

“Il lavoro di ricerca per preparare un album di sonorizzazione poteva, però, essere anche meno avventuroso, ma altrettanto piacevole: per “I Bambini Si Divertono” (1970), la mia fonte principale è stata un negozio di giocattoli, dove ho recuperato una serie di strumenti musicali per bambini, tra cui vari campanellini, una cetra tirolese, alcune mattonelle accordate in do maggiore che si suonavano saltandoci sopra. Ho sempre cercato una certa genuinità, laddove possibile”. Una condizione derivante anche dalla visione ‘descrittiva’ della musica propria del compositore.

“Una composizione musicale non è mai stata qualcosa fine a se stessa, ma qualcosa ‘collegata’ a un fatto o a un evento specifico. Ho sempre scritto musica pensando a immagini e situazioni descrittive”. Nonostante non abbia avuto il privilegio di lavorare nel mondo delle colonne sonore, l’approccio di Gerardo Iacoucci alle library è stato abbastanza simile a quello adottato dai tanti compositori per sonorizzare le più disparate pellicole. Il sound di “Urbanistica” è, non a caso, speculare agli spazi urbani sondati dallo sguardo di Mario Vinciguerra e Gerardo Iacoucci.

Il compatto lato A composto da nove brani ha le sue fondamenta in Isola Pedonale e Cemento Armato. La concezione urbana del duo è declinata in chiave easy listening. La tromba e il basso sono gli strumenti al centro anche della title-track. Rilassante l’andatura di Pendolari, notevole quella di Tangenziale Sud. Due titoli che rimandano a una ‘visione’, forse, troppo ottimista, propria anche delle divertenti Verde Pubblico e Mercati Generali, calibrate per spazi aperti. I toni divengono meno enfatici e quasi chiaroscurali con le ‘periferiche’ Zona Industriale e Suburbio.

Il lato B consta di sedici brevi tracce, di cui cinque ‘stacchi’, utili per introdurre l’omonima composizione. Il vellutato jazz di Speculazione Edilizia rompe gli indugi, seguito dalla rapida Città Satellite e dall’elegante Semafori. La tromba e il basso in evidenza con Strisce Pedonali e Sopraelevata. Vibrante Onda Verde, mentre l’impatto sonoro di Sottopassaggio è mitigato dalla sua coda romantica. Convincente Quartiere Residenziale, foriera di buon umore. Slanciate anche Supermercato e Servizi Urbani. Lunga e, soprattutto, allegra la conclusiva Autoparcheggio.

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