Lunar Lodge – Singularity

Lunar Lodge – 'Singularity' (2014)

Dalla diarchia al triumvirato. Sin dall’atto della sua costituzione, il progetto Lunar Lodge è stato inteso come ensemble aperto a nuovi collaboratori, con Luciano Lamanna suo unico asse portante. In “Singularity” (2014), l’esperto musicista di Crotone si confronta in studio con i più giovani Filippo Scorcucchi e Filippo Terragni.

Tre anime tanto inquiete quanto analogiche, per dare forma ai contorni nebbiosi di un incubo metropolitano. Dalla propria Love Blast alla label svizzera Lux Rec, le traiettorie del trio restano difficili da preconizzare. Le sonorità, naturalmente, ipnotiche, tra melodie di fondo, ritmi techno e altri sospiri persi tra le vie della città eterna.

La title-track si snoda tra echi tribali e bolle meccaniche. Ruggiti sinistri. Percussioni che scuotono il dancefloor. Una caustica apertura. Sin da subito, i muscoli dell’ensemble appiano in bella vista. Come una dichiarazione di forza. Signs, invece, è meno feroce, o rabbiosa, eppure travolge l’ascoltatore a colpi di svariati loop e altre linee acide.

Clima pesante per attimi anche di infinita solitudine. Event Horizon ne incarna l’umore ultimo, ancora più sfocato. Sfumature ambient e tersi rumori del nulla. “Singularity” è un 12” incalzante, tempestivo nello scaricare bordate ma, allo stesso tempo, equilibrato negli arrangiamenti. L’originalità come unica regola compositiva.

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