Limp Bizkit – Significant Other

Limp Bizkit ‎– 'Significant Other' (1999)

Da follower a leader. Un mese dopo l’uscita di “Significant Other” (1999) la storia era già cambiata. Dal palco di Woodstock, a seguito di una performance in tono minore di Alanis Morrissette, Fred Durst incitò oltremodo i trecentomila spettatori radunatisi a Rome a non trattenere la propria rabbia. Gli incidenti causati dal pubblico suscitarono aspre polemiche non solo tra gli addetti ai lavori, gli stessi che, nonostante fosse incentrato sul rapporto tra il cantante dei Limp Bizkit e la sua ex fidanzata, avevano decretato il successore di “Three Dollar Bill, Yall$” (1997) come uno dei migliori album di ‘rock postmoderno’ in circolazione, apprezzandone sia la mescolanza di chitarre metal e rap bianco che la rozzezza che contraddistingueva la maggioranza delle canzoni. Alle violenze durante la celebrazione del trentennale di Woodstock, a circa centosessanta chilometri dalla sede del originale del festival, seguirono alcuni mesi di silenzio stampa della band che, dopo essersi dichiarata ‘perseguitata’ per quanto accaduto, decise di rispondere mediante il videoclip di Re-Arranged, con i Limp Bizkit dapprima imprigionati e ‘processati’ all’interno dell’Oregon State Correctional Institution e poi, come ultimo atto, ‘condannati’ a suonare il medesimo brano mentre la camera stagna si riempie di latte fino a soffocarli. Una volta svuotata, sul fondo giace una copia dell’album, simbolo della forte volontà del quintetto di continuare a suonare malgrado le varie critiche.

Nel frattempo, dopo circa seicentomila copie vendute nella prima settimana, “Significant Other” era già divenuto un autentico bestseller internazionale, e simili controversie contribuirono a catalizzare l’attenzione dei media sul gruppo di Jacksonville, ‘scoperto dai Korn‘, a seguito del demo finito tra le mani del loro produttore Ross Robinson, e lanciato dall’umoristica cover di Faith di George Michael. Il biennio che precedette l’uscita del seguito del poco ragionato “Three Dollar Bill, Yall$”, registrato in soli sei giorni, era stato, però, quello della consacrazione ‘on stage’, complice una serie di fortunati concerti negli Stati Uniti. In primis, quelli del Ladies Night In Cambodia, un format ideato da Fred Durst che, resosi conto che le esibizioni della band erano seguite da un pubblico a maggioranza maschile, permise alle fan di accedervi gratuitamente, a fronte di un set che ricordava una giungla. Nel corso dell’estate, i Limp Bizkit condivisero il palco con Ozzy Osbourne, Tool e Megadeth durante l’Ozzfest 1998 e affiancarono Korn, Incubus e Rammstein in occasione del Family Values Tour 1998. Tra una performance e l’altra, nonostante i pareri sfavorevoli della Interscope Records, ebbe inizio la scrittura di “Significant Other”, destinato a rimescolare le carte del nu metal, il fenomeno musicale di fine secolo dopo l’implosione del grunge, raggiungendo la vetta delle classifiche, conquistando sette dischi di platino e ascoltatori oltreoceano.

Prodotto da Terry Date, noto per aver lavorato con Soundgarden, Pantera e Deftones, il secondo album dei Limp Bizkit non è stato solo un ‘prodotto’ da immettere sul mercato, supportato da singoli di facile fruizione e pronti a fare leva sui relativi videoclip in heavy rotation su MTV. Ridotto in potenza il furore di “Three Dollar Bill, Yall$”, “Significant Other” si è distinto per aver incanalato nel modo migliore l’energia del quintetto di Jacksonville, specialmente quella dei due cugini John Otto alla batteria e Sam Rivers al basso, adottando nuove soluzioni melodiche, con buona pace di Wes Borland, ‘costretto’ a limitare i suoi assoli, continuando, però, a strizzare l’occhio alla scena hip hop, grazie al ricorso a diversi sample, contributi d’autore e, ovviamente, agli immancabili scratch di DJ Lethal, spesso interpolati a un altro elemento del c.d. ‘Limp Bizkit style’, cioè quei testi tanto espliciti quanto graffianti, stavolta meno gridati in faccia all’ascoltatore. “Significant Other”, a metà strada tra underground e mainstream, ha incarnato così lo spirito di una ‘strana’ generazione, la stessa a cui sarà dedicata una canzone all’interno del successivo album, il ‘divisorio’ “Chocolate Starfish And The Hot Flavored Water” (2000). Il contributo dei Limp Bizkit all’evoluzione del nu metal è, forse, stato irrisorio, specie se i loro contributi sono rapportati a quelli di altre band, eppure dischi del genere sono da annoverare tra quelli più d’impatto, apprezzati da un’audience trasversale.

You wanted the worst, you got the worst, the one, the only, Limp Bizkit!

L’ironico Intro il preludio alla frizzante Just Like This, un brano che, in termini di mood, è in controtendenza con la devastante Nookie, complice anche un testo che, senza mezzi termini, fa riferimento alla relazione tra Fred Durst e una donna che si approfittava della sua notorietà. Rap urbano e chitarre distorte, più qualche concessione melodica: è il segreto del successo. Il crescendo rabbioso non si esaurisce qui: Break Stuff è un vortice di emozioni con un’esplosione finale. Se la ballata Re-Arranged è, invece, fondata un sample di I Know You Got Soul di Eric B. & Rakim, in I’m Broke e in Trust? riecheggia lo spirito hardcore del precedente album, altrettanto pubblicato dalla Flip Records, al netto di ritornelli semplici. Nobody Like You annovera due voci d’eccezione, quelle di Jonathan Davis dei Korn e di Scott Weiland degli Stone Temple Pilots, che si fondono durante quattro minuti senza sbavature. L’introspettiva Don’t Go Off Wandering bilancia la sarcastica 9 Teen 90 Nine che, come Show Me What You Got, ha alti e bassi ritmici. Il capolavoro è N 2 Gether Now, un’improvvisa evasione hip hop firmata da DJ Premier, metà del duo Gang Starr, con Method Man tirato a lucido per un godibile scambio di rime con Fred Durst. L’altro brano ‘manifesto’ di “Significant Other” è No Sex, con la partecipazione di Aaron Lewis degli Staind e di Les Claypool dei Primus. E, in anticipo sull’Outro, l’amaro in bocca di A Lesson Learned. Per l’ultima confessione sottovoce.

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