Leonardo Martelli – Menti Singole

Leonardo Martelli – 'Menti Singole' (2015)

Nell’arco di un triennio, Antinote si è distinta in positivo per le release di artisti, spesso, emergenti o, letteralmente sconosciuti. Scelte coraggiose, ma eclettiche. Nessun genere è al centro del progetto dell’etichetta parigina, diretta da Quentin Vandewalle, il cui catalogo si è arricchito, poco alla volta, di sonorità, in misura maggiore, house, senza disdegnare occasionali divagazioni funk o disco. Una certa attenzione è stata, però, rivolta anche a quella techno tanto oscura quanto melodica.

Un singolo come “Menti Singole” (2015) incarna a pieno tali connotati. Il primo lavoro in assoluto di Leonardo Martelli è sbalorditivo, specie se rapportato alla giovane età del produttore di Foligno. Altissima la resa sonora. Quattro brani che colpiscono per soluzioni stilistiche di assoluto pregio. Semplici, a tratti ridotte all’osso, ma efficaci. E tre fra questi sono dedicati a persone care all’artista, perché adottano nomi propri di persone come titoli. Un modo, forse, per ringraziarli oltre i tradizionali crediti.

Il lato A offre una gradevolissima apertura: Filippo. Taglio sci-fi, ritmica vibrante, voce robotica. Struggenti gli squarci Detroit techno. Francesco, invece, è una parentesi più atmosferica. La sua andatura è dinoccolata ma inesorabile. Il lato B è, per contrasto, incentrato su tonalità meno eteree. Il groove di Leonardo fa perno su una solida struttura. Una serie di esplosioni si susseguono nell’arco di cinque alienanti minuti. La conclusione dub di Marco l’ennesimo tocco di classe. Buona la prima.