L.U.C.A. / ROTLA / Polysick – Niagara

L.U.C.A. / Rotla / Polysick – 'Niagara' (2015)

Il Niagara unisce il lago Erie al lago Ontario. Il fiume è navigabile a monte e a valle delle omonime cascate ed è, soprattutto, parte del confine naturale tra gli Stati Uniti e il Canada. L’imponente portata delle acque del Niagara ne consente un ampio utilizzo per la produzione di energia idroelettrica. Nonostante l’altezza contenuta del salto, le sue cascate sono tra le più celebri al mondo, il cui spettacolare scenario è stata mirabile cornice per Marilyn Monroe nel film “Niagara” (1953) e, soprattutto, per sposi in viaggi di nozze, turisti internazionali e fonte d’ispirazione per altrettanti musicisti.

L’ultimo in ordine di tempo è Francesco De Bellis, label manager dell’etichetta Edizioni Mondo, alle prese con un secondo ciclo di release, dalla copertina nera e dalla grafica gialla, dopo i fasti delle precedenti quattro, fruibili anche in soluzione unica all’interno della compilation “Collezione” (2015). “Niagara” (2015) è, invece, il singolo che precede la pubblicazione del primo album, “I Semi Del Futuro” (2016), di L.U.C.A., il nuovo pseudonimo adottato dal produttore italiano, in passato noto come Francisco. Un’anteprima abbastanza sui generis, poiché non rivela granché sul suo contenuto, ma presente tre virtuosi remix della medesima traccia, l’inevitabile Niagara.

La prima rilettura del brano è opera di quel ROTLA, acronimo di Raiders Of The Lost ARP, autore del meraviglioso affresco di “Laguna” (2014) e, spesso, collaboratore di Francesco De Bellis all’interno di due progetti, ormai storici, quali Jollymusic e MAT101. Nell’arco di dieci minuti, Mario Pierro si spinge su sentieri downtempo. L’incipit acquoso una citazione obbligatoria. Il crescendo seguente è, invece, un’occasione unica riconciliarsi con il creato. Uno dei migliori esempi di potenziale library music contemporanea. Il lato A è completato dalla seconda rilettura di Niagara, quella ‘afghana’ di Polysick. La versione Egisto Sopor prende il via tra brusii e tamburelli.

La struttura base della traccia è pressoché la medesima. Le percussioni sono, però, addolcite e ridotte al minimo indispensabile. L’atmosfera è tanto bucolica quanto popolare. L’invito a rilassarsi l’ennesimo refrain. Il lato B presenta, invece, la terza e ultima rilettura di Niagara, stavolta a cura dello stesso L.U.C.A., in contrasto con le precedenti. Il risultato finale è bizzarro come l’aggettivo inglese scelto per caratterizzare il titolo di un divertente remix. Il ritorno al passato si fonda, stavolta, su stilemi house. Le voci in loop divengono il corpo centrale su cui innervare altri elementi, tra cui i numerosi clap. Un’andatura simile non conosce ostacoli. Al pari delle cascate.

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