Koss / Henriksson / Mullaert – The Möllan Sessions

Koss / Henriksson / Mullaert – 'The Möllan Sessions' (2011)

Otto anni fa, con la pubblicazione del 12” “Eleven” (2004) firmato da Yusuke Sakurai, meglio noto come Dublee, prendeva il via l’etichetta Mule Electronic, di stanza a Tokyo, avviata da Toshiya Kawasaki, inizialmente interessato nel diffondere le sole produzioni del fidato Kuniyuki Takahashi che, in realtà, finirono per essere rilasciate un anno dopo dalla label gemella e più house-oriented Mule Musiq. Contemporaneamente, il produttore giapponese, ricorrendo all’alias Koss continuava il suo proficuo rapporto con Mule Electronic, firmando splendidi e suggestivi momenti ambient.

Dall’altro capo del mondo, il duo svedese Minilogue, composto da Marcus Henriksson e Sebastian Mullaert, aveva avviato una carriera all’insegna della migliore tech-house europea, con 12” rilasciati da Crosstown Rebels, Traum Schallplatten o Wagon Repair. Quando si ritrovarono nella capitale giapponese per una delle loro performance, incontrarono Toshiya Kawasaki e la sua cerchia di amici, tra cui proprio Kuniyuki Takahashi, estimatore della loro arte, al punto da aggiungere la sua durante una festa privata. L’incredibile connessione sonora tra i tre fu tanto spontanea, quanto magica.

Da quel momento, i Minilogue si legarono a doppio filo con la Mule Electronic – su cui, tra 2007 e 2010, hanno rilasciato più di un 12”, oltre che affidarle, ancora nel 2011, la pubblicazione persino dei loro progetti solisti, senza dimenticare neppure i lavori a nome IMPS (tra 2008 e 2009) in collaborazione con Ian Chaplin e Philip Rex, meglio noti come Decoy. Su un piano prettamente personale, strinsero, poi, un sincero rapporto di amicizia con Kuniyuki Takahashi, remixando per lui Ocean Waves, una traccia estratta dall’album “Anciet Rain” (2008) proprio a nome Koss.

Dal canto suo, quest’ultimo ricambiò il favore con un pregevole remix di Heaven And Bagpipes, traccia tratta dall’album “Remixed” (2009) degli IMPS, e, soprattutto, fece loro visita a Malmö in occasione della sua breve tournée europea a novembre 2010. Nell’accogliente cittadina svedese, i tre condivisero, per l’ennesima volta, cinque intensi giorni all’insegna della creatività musicale, infusa stavolta all’interno in una lunga e corposa session votata all’improvvisazione, impressa, per ovvi motivi di durata, in due cd, la cui ultima traccia, Horizon, dura poco più di un’ora.

Nessuna pianificazione di sorta per “The Möllan Sessions” (2011). Solo buon senso e tanta pazienza. La musica doveva scorrere fluida senza dialoghi o compromessi, lasciando che l’ego artistico di ognuno si conciliasse nel suono emesso dagli altrui strumenti: un pianoforte elettrico Fender Rhodes, un sintetizzatore Minimoog Voyager, una drum machine Roland TR-808, una piccola tastiera Roland SH-101 e una Nord Lead, congas, immancabili laptop da studio e numerose altre risorse a cui affidare la profusione delle più intime emozioni e intuizioni del momento.

Gli arrangiamenti sono stati ben congegnati e si snodano in trame tanto soffusamente meditative quanto, talvolta, vivacemente melodiche. Si tratta di un mix di suoni sia organici che sintetici. A dir poco, unico. Emerge con forza la sinfonia riprodotta da un insieme di macchine e strumenti che si muovono di pari passo, secondo il ritmo dell’anima di coloro che, in amicizia, compiono e compongono sette sognanti e trascinanti tracce, inequivocabili inviti per domestici viaggi attraverso luoghi astratti.

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