Keith Emerson – Inferno

Keith Emerson – 'Inferno (The Complete Original Motion Picture Soundtrack Recording)' (1997)

L’architetto e alchimista Emilio Varelli è l’autore de “Le Tre Madri”, il libro che Rose (Irene Miracle), giovane poetessa statunitense, acquista da un antiquario storpio, Kazanian (Sacha Pitoëff). Il testo in latino narra la vicenda di un trio di antiche streghe che ha accumulato ricchezze e, all’inizio del diciannovesimo secolo, hanno commissionato all’italiano la progettazione e la costruzione di tre dimore, scrigni dei loro segreti, collocate a Friburgo, Roma e New York, da cui dominare il mondo con il dolore, le lacrime e le tenebre. Dopo aver letto il libro, Rose teme di abitare proprio nel palazzo dove risiede Mater Tenebrarum, la più crudele. Prima di affrontare il suo personalissimo ‘inferno’, nel misterioso sotterraneo dello stabile, scrive e invia una lettera al fratello Mark (Leigh McCloskey), studente di musica a Roma, chiedendogli di farle visita. La scomparsa di Rose e altri nefasti eventi condurranno Mark a un passo dalla morte.

Un incubo senza confini. Il barocco “Inferno” (1980) è tra i film horror più sottovalutati degli ultimi quarant’anni o uno fra quelli che meglio rappresentano la personalissima poetica e la visione estetica di Dario Argento. Una summa di elementi presi ‘di peso’ dai precedenti lavori, tra bisbigli, guanti e feticci, non riconducibili a un assassino in carne e ossa. Il ‘sequel’ di “Suspiria” (1977) ne riprende l’atmosfera macabra, il substrato esoterico, l’uso espressionistico dei colori – stavolta il violetto, il pervinca e il lampone – e la singolarità degli omicidi, più fantasiosi e spietati. La sceneggiatura fu scritta all’interno di una camera dell’hotel St. Moritz che affacciava su Central Park, nel cui lago sarebbe stata ambientata una scena cult, ispirata da un racconto di alcuni homeless della Grande Mela e in parte realizzata dentro gli studi De Paolis a Roma, con Kazanian sbranato dai topi perché colpevole di aver affogato dei gatti durante un’eclissi di luna.

La singolare colonna sonora di Keith Emerson amplifica le suggestioni dark della pellicola. Un viatico per vincere la nostalgia dei Goblin. La dolce melodia del pianoforte di Inferno (Main Titles Theme) bilancia l’incalzare delle note di una grande orchestra. Da brividi il contrasto con la vorticosa Taxi Ride (Rome), in cui dominano i sintetizzatori. L’organo è, invece, centrale in The Library. Rose Leaves The Apartment eleva il livello di suspense, ma è Rose Gets It che, a metà della release Cinevox di “Inferno (The Complete Original Motion Picture Soundtrack Recording)” (1997), introduce un elemento ad alto impatto emotivo: il canto lirico. Lo stile del tastierista si evince a pieno, però, dalla nervosa Kazanian’s Tarantella, dalla ritmata Cigarettes, Ices, Etc, assente nel film, e da Mater Tenebrarum. Un brano energico, perfido, da gran finale, sostenuto dall’organo, con cori in sottofondo e la voce in primo piano di Linda Lee. Un’espressione del sublime.