Jerry Goldsmith – Total Recall

Jerry Goldsmith – 'Total Recall (Original Motion Picture Soundtrack 30th Anniversary Special Edition)' (2020)

Corre l’anno 2084. Due individui in tuta spaziale passeggiano su Marte. Uno dei due cade in un fosso, rompe il casco e causa la depressurizzazione della tuta. L’altro, una donna, osserva impotente il compagno morire. Tale scena è nient’altro che un incubo di Douglas (Arnold Schwarzenegger), un operaio edile, coniugato con Lori (Sharon Stone), ossessionato dal desiderio di visitare il pianeta rosso per ottenere risposte ai suoi sogni. Decide di affidarsi alla Recall, una compagnia che impianta false memorie di viaggi mai compiuti mediante realtà virtuale. Douglas si sottopone al trattamento, accettando l’opzione di essere un agente segreto che scopre tecnologie aliene al fine di rende l’esperienza più interessante. Dopo l’innesto, l’uomo assale i tecnici, perché sostiene di aver scoperto di non essere lui. Douglas è stato, infatti, già sottoposto a un innesto e i tecnici cancellano dalla memoria la visita alla Recall e lo riportano a casa. Le forze dell’ordine guidate da Richter (Michael Ironside) intendono, però, catturarlo.

Travestitosi da Carl, un uomo a lui identico che ha lavorato su Marte come agente a caccia dei membri della rivolta per conto dell’amministratore planetario Cohaagen (Sandro Iovino), Douglas raggiunge la colonia del pianeta rosso e incontra sia persone che hanno subito mutazioni a causa delle radiazioni che Melina (Rachel Ticotin), uguale alla protagonista del suo incubo, una personalità di spicco tra le forze antagoniste. Dopo aver indagato all’interno della sua mente, l’umanoide Kuato (Cesare Barbetti) gli ricorda dell’esistenza di un reattore alieno che si trova al di sotto del Monte Piramide, costruito mezzo milione di anni prima dai marziani, in grado di fornire ossigeno a tutti se attivato. Un azione che priverebbe Cohaagen del controllo. Douglas e Melina uniscono le forze e neutralizzano il dittatore, gettato sulla superficie di Marte, dove muore di asfissia e decompressione. Il reattore scioglie, infine, lo strato di ghiaccio esterno al nucleo di Marte. I vetri della colonia sono in frantumi. A tutti è consentito respirare aria fresca.

Descrizione

Il lungometraggio tra thriller e fantascienza “Total Recall” (1990), altresì noto come “Atto Di Forza”, è un cult di Paul Verhoeven, liberamente ispirato a un racconto breve di Philip K. Dick dal titolo “Ricordiamo Per Voi” (1987), i cui diritti erano stati acquisiti dagli sceneggiatori Dan O’Bannon e Ronald Shusett, gli autori di “Alien” (1979) mentre l’autore era ancora in vita. Il progetto non riuscì a trovare finanziatori e rimase nel cassetto per anni. Della sceneggiatura ‘originale’ furono redatte circa quaranta bozze differenti. Neanche l’intervento di Dino De Laurentiis sbrogliò la matassa: la scelta di Richard Dreyfuss e Patrick Swayze quali potenziali protagonisti, il mancato coinvolgimento di David Cronenberg e il fallimento della sua società di produzione fecero scemare l’interesse del produttore. Fu provvidenziale l’interesse dell’attore e culturista austro-statunitense che, dopo aver convinto la Carolco Pictures ad acquisire i diritti del film, favorì in primis il ripiegamento sul regista di “RoboCop” (1987).

“Total Recall” esordì al primo posto del botteghino statunitense, con incassi milionari nel resto del mondo. Anche la critica lo accolse generalmente bene, considerata la complessità dell’opera e, in parallelo, l’ottima resa sul grande schermo, complici quegli effetti speciali – a cura di Alex Funke, Eric Breving, Rob Bottin e Tim McGovern – che furono meritevoli del premio Oscar specifico. Il successo del lungometraggio lasciò presagire un sequel, altrettanto basato su racconto di Philip K. Dick, “Rapporto Di Minoranza” (1987), la cui trama avrebbe previsto nuovamente Douglas quale motore dell’azione, in grado di trasportare alcuni mutanti dalla colonia sulla Terra e costoro, grazie alle loro facoltà precognitive, avrebbero previsto i crimini che prima che accadessero. Nonostante i presupposti iniziali, neanche questo progetto ottenne un immediato semaforo verde, ma il soggetto, ampliato con nuovi elementi non presenti nel testo originale, ha costituito la base per “Minority Report” (2002) di Steven Spielberg.

Musica

La colonna sonora di Jerry Goldsmith è la prima per un film di Paul Verhoeven, a lungo legato al collega Basil Poledouris. Cruciale sia l’esperienza maturata con precedenti prodotti in bilico tra avventura e fantascienza, come ad esempio “La Fuga Di Logan” (1976), “Capricorn One” (1978) e “Atmosfera Zero” (1981), che la capacità di esplicitare l’aspetto futuristico dell’opera, con viaggio nello spazio, ricorrendo sia a elementi elettronici che a musiche ‘tradizionali’. Una partitura costruita con grande cura, fondata su alcuni temi ricorrenti che s’intrecciano fra loro, registrata con il prezioso contributo della National Philharmonic Orchestra di Londra. In occasione dei trent’anni del lungometraggio, Quartet Records ha pubblicato per la prima volta in triplo vinile uno degli ultimi capolavori dell’iconico compositore. I primi due dischi contengono la colonna sonora, il terzo, invece, il montaggio originale del 1990. L’intero materiale è stato remixato dai nastri digitali multitraccia dall’ingegnere del suono Bruce Botnick.

Un ascolto lungo quasi due ore, ‘espanso’ anche dalle ricche note di copertina a cura dell’esperto Jeff Bond, con interviste al regista Paul Verhoeven, al montatore delle musiche Ken Hall, allo stesso Bruce Botnick, storico collaboratore di Jerry Goldmisth, il tutto suggellato da un’eccellente e, soprattutto, visionaria copertina firmata da Kyle Lambert. “Total Recall (Original Motion Picture Soundtrack 30th Anniversary Special Edition)” (2020) è, dunque, una sorta di release ‘definitiva’, celebrazione di una colonna sonora personaggio aggiunto alla vicenda, i cui arrangiamenti a carattere ‘misto’ continuano a entusiasmare gli appassionati e favoriscono una migliore conservazione del film nel tempo. La tracklist è introdotta, non a caso, da un brano emotivo quale The Dream. Una singola nota di sintetizzatore punteggiata da impetuose percussioni, dal basso pulsante, dagli archi e dai corni. Un’apertura, per certi versi, di matrice ‘classica’, su misura per l’eroe Douglas, sintesi drammatica delle insidie che affronterà.

Una forte dichiarazione d’intenti che s’inserisce in un denso quadro di note dalle molteplici sfumature, tra ritmi vigorosi e linee armoniche ambientali. Altri due aspetti peculiare della partitura, e straordinariamente efficaci, sono la suspense, esplicitata al meglio da un brano quale The Hologram, e l’esplosiva ritmica, calibrata per le scene più concitate, la cui massima fruizione è rappresentata dalla vorticosa End Of A Dream. Le sequenze di combattimenti e inseguimenti sono, invece, commentate dalle non meno voluminose The Big Jump e Clever Girl, in cui si sovrappongono furiosi archi e ottoni, percussioni a oltranza e spunti elettronici. Un tratto in comune con Old Times Sake, The Johnny Cab e The Massacre, che conferma lo status di capolavoro dell’opera del creativo Jerry Goldsmith. Sublime anche l’atmosfera ‘ultraterrena’ propria di tracce quali The Mutant, First Meeting e A New Life e quella futuristica, se non misteriosa, propria di Secret Agent, The Implant, Howdy Stranger / The Nose Job. Sofisticate.

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