Jay Daniel – Tala

Jay Daniel – 'Tala' (2019)

Non ci sono solo tre anni a distanziare “Tala” (2019) da “Broken Knowz” (2016), ma un preciso obiettivo: spingersi oltre gli stilemi house. Al culmine di un insolito silenzio discografico, coinciso con una prolungata attività in ambito djing, Jay Daniel compie un salto di qualità. Lo statunitense adotta, infatti, soluzioni quasi antitetiche a una prospettiva dancefloor: è possibile scorgere una serie di eloquenti indizi tra i dieci brani dell’album, una release Watusi High, che attestano un ‘nuovo’ corso dell’artista, in scia al desiderio di essere considerato anche un ‘musicista’, complice il sound più maturo. Ciò è intuibile sin dal dittico composto da Rapture e Lilith. Un’atmosfera crepuscolare, i sintetizzatori tirati a lucido, il basso sullo sfondo. Non sfigurano neppure Aja, un’incursione minimal, e Nestra, che affonda le sue radici nella deep house. La finale Lavanah interrompe il prolungarsi di un sogno scandito dal battito dell’hip hop.

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