Improvisation For Life

Fratto9 Under The Sky Records

Il nome Fratto9 Under The Sky Records non è solo il tributo ad Al Aprile, giornalista, collezionista di dischi e tra i fondatori di Radio Popolare. È un vero e proprio concept costantemente up-to-date, dedicato a svariate forme d’improvvisazione. Nel corso dell’intervista, il proprietario dell’etichetta, Gianmaria Aprile, già negli Ultraviolet Makes Me Sick e attualmente membro dei Luminance Ratio, si spinge oltre la sua grande passione per la musica, criticando il modus operandi contemporaneo.

Com’è nata Fratto9 Under The Sky Records?

La label è nata in scia a un insieme di fattori, tutto è stato istantaneo all’inizio, perché ero all’interno di un calderone musicale indipendente, avendo pubblicato alcuni dischi ed essendo membro del mio gruppo di allora, Ultraviolet Makes Me Sick. Conoscevo già molti gruppi che erano attivi e in cerca di di un’etichetta a cui affidare lavori. E, inoltre, curavo una webzine, nata alla fine del 2001, che si è chiamata prima Post? e poi Post-itrock, di cui c’è ancora una qualche traccia sul web, che faceva il punto sul filone del post-rock, che tanto ci aveva sommerso in quegli anni e in cui ero dentro fino al collo. Queste esperienze hanno facilitato la fondazione Fratto9 Under The Sky Records.

Da dove deriva questo curioso nome?

Il nome è preso in prestito da un brano di mio zio, Al Aprile, pubblicato all’interno della compilation “Matita Emostatica” (1981). È un tributo a una persona che ho conosciuto poco, scomparsa troppo presto, ma che ha scatenato in me la passione per la musica.

L’avventura della label è cominciata con “Kiss The Light Goodbye” (2005) dei Deep End ed è, per ora, ferma alle ultime quattro importanti uscite del 2013.

Da allora a oggi, è cambiata sia la musica che il suo modo di diffonderla e, fondamentalmente, sono cambiate le stesse dinamiche del mercato. E, di conseguenza, sono cambiate anche le dinamiche all’interno dei progetti musicali che ho avuto modo di produrre. Ad esempio, la stessa persona che suonava nei Deep End, cioè Andrea ICS Ferraris, è diventato un caro amico con cui ho condiviso palchi e dischi e, oggigiorno, partecipa con me al progetto Luminance Ratio. Altri gruppi che avevo seguito negli anni non esistono più, altri ancora hanno raggiunto accordi con grandi etichette. Tutto si è mosso, tutto è cambiato, in positivo e, purtroppo, anche in negativo. Allo stesso modo, i miei gusti si sono evoluti e mi sono avvicinato alla sperimentazione, all’improvvisazione, alle contaminazioni. Questo il punto di partenza di Fratto9 Under The Sky Records.

Hai mai pensato di ricorrere a edizioni in cassetta?

La cassetta non mi attira, ma non voglio mettere le mani avanti. In fondo, il solo pubblicare trecento copie di un cd o cento di un vinile richiede un approccio simile a quello delle cassette. Sono convinto che ciò dipenda anche dal tipo di materiale da pubblicare: non tutto è adatto per il vinile, così come non tutto può finire su cassetta.

Dieci anni dopo la fondazione dell’etichetta, insegui una qualche ambizione?

Più che di ambizione, parlerei preferibilmente di sogno. A volte sono stato disilluso dai risultati. L’interesse per queste sonorità non è mai abbastanza. C’è, inoltre, un certo sovraffollamento di etichette e di progetti musicali simili che rende il farsi solo notare dalla critica come un qualcosa di abbastanza utopico. L’unica cosa che ripaga è la costanza nel mantenere viva la label il più a lungo possibile.

Da Lawrence English a Machinefabriek, l’etichetta si è ‘internazionalizzata’ parecchio. Come sei entrato in contatto con ognuno di questi artisti?

È stato più facile scambiare il materiale con i musicisti citati piuttosto che lavorare con alcuni italiani. Il prossimo split dei Luminance Ratio sarà condiviso con Yannis Kyriakides, un valido artista greco. Per fortuna, i limiti geografici non esistono più.

Quali sono gli elementi che, invece, ti inducono a scegliere un artista?

Di sicuro, i contenuti e l’attitudine musicale. E, poi, conoscere personalmente il musicista mi aiuta molto nel rapporto di lavoro e, di fondamentale importanza, resta che dietro al progetto da produrre ci sia l’intenzione da parte dell’artista di fare un po’ di concerti per promuovere il suo lavoro. Ultimamente, è successo che abbia messo le mani su molti dischi che ho pubblicato, specie in fase di registrazione o di mix, quindi il legame con il musicista coinvolto è divenuto ancora più forte.

Che approcci hai nei confronti di chi, invece, ti invia un demo?

Lawrence English, curatore dell’etichetta Room 40, parlando della sua gestione disse che “fare ciò oggi significa solo avere la posta elettronica piena di pazze email”. Al momento, ricevo materiali, proposte di collaborazione e persino di pubblicazione. Nonostante ciò, è difficile riuscire a stare dietro a tutto ed essere obiettivi e critici.

C’è un disco del passato che ti sarebbe piaciuto stampare?

Nessuno in particolare. Ho provato a congiungere progetti che m’interessavano per produrre un disco per la label ma, per più motivi, non si è mai arrivati a una conclusione, quindi, aspetto che arrivino i famosi ‘corsi e ricorsi storici’ in mio soccorso.

Fratto9 Under The Sky Records tornerà a ospitare i progetti dei Luminance Ratio?

Credo proprio di no. Il gruppo è a lavoro sul disco nuovo, che non vorrei rilasciare per la mia etichetta, perché non mi piace giocare troppo in casa, anzi vorrei allargare i confini, non chiudermi in me stesso come, purtroppo o per necessità, fanno già in molti.

Da un punto di vista gestionale, quali sono i problemi che affronti quotidianamente?

Tonnellate di mail più o meno assurde, dischi invenduti, distributori che non pagano, dischi che non si vendono, costi elevatissimi delle spedizioni. Può bastare tutto questo per disincentivare il prossimo pronto ad avviare una qualche label?

Quanto è cambiato il mercato musicale durante questi anni?

Non voglio essere polemico, o affermare che era meglio prima, posso solo dire che sono è diverso. Tre lustri anni fa, i cd si vendevano abbastanza bene tramite i distributori classici, poi con il passare degli anni sono subentrati download, distribuzioni digitali, ecc. Sfortunatamente, quando ci si trova nel bel mezzo del cambiamento, non si riesce a capire bene come muoversi. E riuscire a coordinarsi al meglio con tutti questi cambi di rotta non è per nulla facile. L’Italia rimane il punto di riferimento solo perché ci vivo, ma le release dell’etichetta dimostrano una vena esterofila.

Cos’ha Fratto9 Under The Sky Records in cantiere per il futuro?

Dedico sempre molto tempo, forse troppo, al materiale che gestisco. Sono in fase di registrazione e mixing con Luca Sigurtà, alle prese con il già citato nuovo album dei Luminance Ratio e, a breve, uscirà un interessante lavoro realizzato da John Russell e Andrea ICS Ferraris. Il resto si vedrà poco alla volta nel tempo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.