Guido & Maurizio De Angelis – Milano Trema: La Polizia Vuole Giustizia

Guido & Maurizio De Angelis – 'Milano Trema- La Polizia Vuole Giustizia' (2017)

La polizia indaga su alcune rapine dietro le quali si sospetta un’organizzazione eversiva. Il commissario Caneparo (Luc Merenda), sospeso a causa dei suoi metodi spicci, s’infiltra nella malavita come autista dalla banda del Padulo (Richard Conte). Durante una rissa con quest’ultimo, meglio noto come dottor Salussoglia, cade sbattendo la testa. In ospedale è dichiarata la sua morte celebrale. Caneparo è ufficialmente ricercato per tentato omicidio. Si rifugia a casa del commissario Viviani (Silvano Tranquilli), dove scopre un sigaro identico a quelli del Padulo. Il dottor Salussoglia è ancora vivo, Viviani cade nel tranello e invia un killer in ospedale a ucciderlo, poi giustiziato dal commissario Caneparo. L’obliquo Viviani gli svela così i suoi piani, offrendogli la chance di partecipare a un colpo di Stato. L’assenso del poliziotto è, però, falso. I due ingaggiano un duello in auto, quella del golpista precipita in una scarpata. Caneparo si consegna alla giustizia.

Un film eccessivo, ritmato, sopra le righe. Una critica al sistema giudiziario e all’ordine politico di una società soggetta a continue intimidazioni. “Milano Trema, La Polizia Vuole Giustizia” (1973) è il primo poliziottesco diretto da Sergio Martino, reduce dai fasti del trittico ‘in giallo’, con protagonista Edwige Fenech, composto da “Lo Strano Vizio Della Signora Wardh” (1971), “Il Tuo Vizio È Una Stanza Chiusa E Solo Io Ne Ho La Chiave” (1972) e “Tutti I Colori Del Buio” (1972). La sceneggiatura di Ernesto Gastaldi, seppur ispirata all’omicidio del funzionario di polizia Lugi Calabresi, è impermeabile a facili identificazioni politiche: non a caso, il commissario Caneparo, distante da ideologie comuniste o rivoluzionarie, combatte l’eversione di destra. In una città dove dominano la paura e il disordine – le cui vedute non convenzionali rendono la pellicola interessante sul piano urbanistico – solo la violenza può, forse, contrastare la stessa. Triste ma vero.

Magistrale la partitura di Guido & Maurizio De Angelis, allora reduci da quella de “La Polizia Incrimina, La Legge Assolve” (1973) e destinati a scrivere anche i commenti di altri futuri ‘classici’ quali “Il Cittadino Si Ribella” (1974) e “Il Grande Racket” (1976). Gli archi e i bassi, il clavinet e il flauto, gli ottoni e le percussioni: a seconda dei casi, ciascuno strumento concorre al meglio nel rimarcare il lato rocambolesco o malinconico di una torbida vicenda. Il risultato finale è un’inquietante atmosfera di costante suspence, sempre sul punto di esplodere nel corso dei momenti più duri del film. La prima stampa in vinile a cura della Four Flies Records di “Milano Trema: La Polizia Vuole Giustizia” (2017) è, al netto delle sue diciotto, introdotta da Blue Song (#1), un tema triste e pessimista, delicato e romantico che, ripetuto più volte, è su misura per seguire le indagini del poliziotto sul grande schermo. And Life Goes On il suo contraltare ritmico.