Goblin – La Via Della Droga

Goblin – 'La Via Della Droga (Original Motion Picture Soundtrack)' (2016)

Ogni cento grammi di droga c’è un uomo morto nel mondo.

Una sottile linea bianca unisce Hong Kong a Roma, Bogotà a New York. Fabio, un agente dell’International Narcotic Bureau, giunge a Fiumicino con un ingente quantitativo di stupefacenti e si fa arrestare. In tal modo riesce a incontrare Gillo e Vera, forse più vittime di un sistema che veri e propri criminali, e a prendere contatto con il potente boss Le Roy, a capo di una potente organizzazione criminale a stelle e strisce.

Nascosta dietro il paravento di un istituto farmaceutico, quest’ultima trasferisce da Roma la merce trattata in un laboratorio clandestino. Fabio riesce a infiltrarsi tra le sue fila come semplice corriere, ma è seguito a distanza dal suo vero capo, Mike Hamilton. Nonostante ciò, una volta scoperta la sua vera identità, sarà costretto a battersi, praticamente, da solo contro i malavitosi. Immancabili le sparatorie e gli inseguimenti.

“La Via Della Droga” (1977), con la regia di Enzo G. Castellari, uscì nelle sale il tra fine agosto e i primi di settembre, ottenendo buoni risultati al botteghino. La pellicola si classificò al trentacinquesimo posto tra quelle più visti in Italia e all’ottavo nel quadro della ristretta schiera delle vietati ai minori, a causa sia di scene violente e l’uso dettagliato di droghe. Il film, girato in inglese e distribuito anche in Sudamerica, si è poi trasformato in un piccolo caso fino al 2010, quando sono decadute le restrizioni impostegli, perché mai trasmesso in televisione in oltre trent’anni, neanche da reti locali, e rimasto inedito in videocassetta fino alla pubblicazione in edicola per Hobby & Work, mentre ne erano già circolate alcune edizioni in Germania e Giappone.

“La Via Della Droga” appartiene di diritto al prolifico filone dei polizieschi girati nel pieno degli ‘anni di piombo’, in continuità di genere con altri titoli del regista quali “La Polizia Incrimina, La Legge Assolve” (1973), “Il Cittadino Si Ribella” (1974) e “Il Grande Racket” (1976), ma più incentrato sull’aspetto decadente della società degli anni Settanta, ormai sconvolta dalla massiccia diffusione di droghe di ogni sorta. Un tratto comune ad altre opere del regista, che appare in un cammeo nei panni di uno spacciatore ad Amsterdam, incline a denunciare aspetti sociali che riguardavano da vicino la vita di ogni cittadino.

I nuovi pericoli erano, infatti, nascosti a pochi metri dalla propria abitazione, così come gli esplosivi collocati in luoghi di ritrovo. La sceneggiatura ha, forse, qualche pecca, alcune sequenze appaiono quasi surreali, alcuni personaggi sono poco curati sotto il profilo psicologico o troppo stereotipati, ma la regia è solida e sanguigna come sempre, abile nel catturare l’attenzione dello spettatore, perché i movimenti di macchina sono abbastanza fluidi e i vari stuntman coinvolti appaiono in grande forma atletica. “La Via Della Droga” è degrado e squallore. Capannoni e rimesse abbandonate.

Le scazzottate, il finale mozzafiato e, soprattutto, l’interessante colonna sonora dei Goblin, penultimo lavoro del quartetto storico. L’apogeo della band era al massimo: i cinque vivevano un momento di grande notorietà, complice il boom di “Suspiria” (1977) e il successo del primo album solista, “Roller” (1976), entrambi su Cinevox. Una volta composta la soundtrack di “Zombi (Dawn Of The Dead)” (1978) di George Romero, il primo a lasciarlo fu il chitarrista Massimo Morante, seguito poi dal tastierista Claudio Simonetti dopo “Squadra Antigangsters” (1979) e “Amo Non Amo” (1979), con la band nelle mani del bassista Fabio Pignatelli e del batterista Agostino Marangolo.

Il produttore Gallano Juso rinunciò così a proseguire la collaborazione con Guido e Maurizio De Angelis, già impegnati con le partiture per i film di Enzo G. Castellari, per puntare sui Goblin, due anni dopo l’altrettanto acclamato score di “Profondo Rosso” (1975), ricreando un’accoppiata vincente con l’attore David Hemmings, qui nei panni di un superiore del coraggioso protagonista interpretato da Fabio Testi. I quattro musicisti ottennero il placet dalla Cinevox, con cui erano sotto contratto, disponibile a svincolarli dal binomio con Dario Argento e i suoi thriller e horror. Un’occasione da non lasciarsi scappare per allargare i propri orizzonti creativi e, in parallelo, un nuovo interessante lavoro da portare a termine, con la prospettiva di guadagnare ulteriori crediti e, soprattutto, consensi nel mondo del cinema.

Nonostante i discreti incassi del film e la qualità della colonna sonora, la Cinevox rinunciò a stamparla in vinile, non conservando una versione stereo del master, rimasto a lungo mono. Diciotto anni dopo l’uscita del film nelle sale, le prime tracce dello score furono pubblicate per conto della DRG Records all’interno della raccolta “Goblin: Their Hits, Rare Tracks & Outtakes Collection 1975-1989” (1995). Altre quattro finirono nella compilation giapponese “Eccitante! Goblin” (1997) su Avanz. La label romana colmò poi il vuoto discografico con l’edizione in cd de “La Via Della Droga” (1998). Oltre David Hemmings e Fabio Testi in copertina, la sorpresa di ritrovarsi con un elenco di titoli segnati da un numero sequenziale, scegliendo ancora di non rinominarli.

Di recente, ne è stata rilasciata una nuova di zecca (2015), con differente copertina, che stavolta richiama una delle locandine più utilizzate per promuovere la pellicola. All’interno del cd, sono state segmentate le tredici tracce già presenti, alzando il totale a ventisei complessive, con quattro minuti in più rispetto al precedente conteggio di soli ventotto. In occasione del Record Store Day, la label AMS ha scelto, invece, di ristampare “La Via Della Droga (Original Motion Picture Soundtrack)” (2016) in vinile bianco: un’edizione speciale con poster e note a cura del solito Fabio Capuzzo. Il numero dei brani è salito a trentaquattro, rigenerati in scia alla procedura seguita dagli stessi Goblin durante il vero e proprio editing della soundtrack. Per ridurre i costi, la band era solita entrare in studio per incidere le versioni base dei temi principali.

Dopodiché, i quattro creavano al mixer i take necessari per ogni sequenza, tra tagli e sovrapposizioni delle parti già registrate. Un simile modus operandi ha permesso di analizzare nuovamente ogni singolo frammento audio, per un minutaggio finale di quarantotto minuti. Una soddisfazione per l’etichetta di Matthias Scheller. Il gruppo aveva composto numerosi brani, realizzando una partitura ricca, dalle sfumature jazz-rock, sfruttata a dovere dal regista. I primi quattro minuti del film, segnati dalle gesta dei narcotrafficanti globali, sono una specie di videoclip, con in primo piano la traccia Amsterdam – Hong Kong – Cartagena – Roma – New York, M1-M4 (Film Version).

Un mix di frammenti combinati a dialoghi ed effetti sonori fu un incipit notevole. La sezione ritmica costituì, poi, il fiore all’occhiello dell’intero lavoro. Inspiegabilmente, però, il regista finì per non utilizzare il groove con rimandi caraibici di Motorcross At Caracalla, M31 (Unused), una prova di forza di Agostino Marangolo e Fabio Pignatelli, per l’ultimo inseguimento. Il lato A della ristampa riparte, invece, da La Via Della Droga, M1, M4, End Titles (Full Version), simile alla citata Amsterdam – Hong Kong – Cartagena – Roma – New York, M1-M4 (Film Version), una composizione incentrata sulle note della chitarra elettrica in delay con basso e batteria a sostegno. Agli assoli di Massimo Morante si aggiunge, poi, un sottofondo d’organo.

L’esotica Hong Kong (Main Titles), M2 commenta gli spostamenti dell’agente Fabio nei canali della metropoli orientale, con il ticchettio di piatti effettati, basso pulsante, grancassa e coro di voci. Cartagena, M3, per rimarcare la fuga di un corriere colombiano braccato dalla polizia, è un altro brano in orbita latin, con chitarre acustiche, basso e svariate percussioni. Seguono The Couriers’ Arrival M5, poche note di attesa, e The Stakeout, M6, ripresa della traccia precedente con arpeggio di chitarra e maggiore apporto percussivo, che accompagna il pedinamento di un altro corriere.

Blitz At The Hotel, M7 pone ancora le percussioni in primo piano, abbassando il volume della chitarra. Oltre l’interludio Drug Coat, M8, Beating, M9 e Withdrawal Symptoms, M10 si caricano di suspense per rimarcare le scene di droga: la prima canonizza lo stile gobliniano, con esplosioni improvvise, mentre la seconda ne propone alcune variazioni. Salite e discese sonore sono presenti anche in Heroin, M11 e Heroin, M11 (Unused Version), dall’introduzione differente. Ancora brillanti ripartenze e nette percussioni in Abjection / Jailbreak M12+M13 e Mike And Fabio, M14. La lenta Psychedelic Lesbo, M15, seguita dalla sua versione alternativa Psychedelic Lesbo, M15 (Unused Version), si apre con effetti di tastiera, per un clima allucinogeno, ideale sottofondo dell’amplesso tra la prostituta Vera, a caccia di soldi, e una sua ‘cliente’.

Tra i tamburi e i rintocchi dei due interludi, Manhunt, M16 e Jewelry Store Robbery, M18, si assesta Assignment In Genoa, M17, altrettanto vibrante. Il lato B prende il via con la coppia The End Of Gillo And Vera, M19 e The End Of Gillo And Vera, M19 (Unused Version), cioè ancora barlumi di psichedelia e tensioni sonore da incubo per un sotteso senso di malessere. Diretto seguito di tale atmosfera le polverose The Bait, M20 e Courthouse, M21, dominate dalle tastiere e da un pugno di accordi di chitarra. Alla breve e misteriosa Shooting At The Courthouse, M22 si contrappone, in seguito, il super funk di Motorbike Escape, M23. Il ritmo è intenso anche i Tailing 1, M24 e Tailing 2, M25.

Poche le differenze tra le due tracce, con occasionali accelerazioni. Raid At The Chemical, M26 I/II si pone come l’ennesima frenata psichedelica, utile per rimarcare i fotogrammi propri dei traffici di droga. Un attimo dopo, Breathless Run, M27 è la versione rock di The Stakeout, M6 e sottolinea la fuga nei campi del protagonista. Fabio è incalzato dai sicari del boss Le Roy e i Goblin si prodigano in un giro incalzante di chitarra elettrica, sostenuto da basso e batteria, con ulteriori passaggi al sintetizzatore.

Tre, poi, gli interludi – In The Construction Site, M28, Chased, M29 e In The Tunnel, M30 – prima della citata, e presente solo nel trailer, Motorcross At Caracalla, M31 (Unused). Discorso analogo per Air Duel, M32, una ripresa della precedente traccia con assoli di batteria. Infine, la colonna sonora de “La Via Della Droga” ricomincia da dove era iniziata e sfuma sul mix Amsterdam – Hong Kong – Cartagena – Roma – New York, M1-M4 (Film Version). Un gran finale a cura di una band ancora attiva e ormai leggendaria.

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