Giulio Aldinucci – Borders And Ruins

Giulio Aldinucci – 'Borders And Ruins' (2018)

Da nord a sud. Da est a ovest. Il mondo è sconvolto da eventi tragici. L’inizio del nuovo secolo si è rivelato diverso rispetto quello immaginato, perché orrori, angosce, discriminazioni, vecchie e nuove guerre non hanno contribuito allo sviluppo di quello scenario futuristico imperniato sulla concordia su scala internazionale. Sempre più frontiere, di qualsiasi natura, costituiscono ostacoli difficili o impossibili da aggirare che, presto o tardi, contribuiranno alla rovina culturale della società. “Borders And Ruins” (2017), primo album di Giulio Aldinucci su Karlrecords, prende il via da tale riflessione e, come un diario, offre frammenti e paesaggi sonori di un certo impatto emotivo.

Dirompente l’apertura. In Exodus Mandala è rappresentato l’intero ‘cosmo’ immaginato dall’artista senese. Come i fili di un telaio, i suoni sono stratificati, i tremolii ripetuti, le voci strozzate all’apice di un crescendo, interrotto solo dalle lacerazioni proprie della prima parte di Division. I fruscii e gli scricchiolii che connotano la seconda concorrono alla diffusione in note di un sentimento condiviso in cui dominano continue ansie e inquietudini. La suspense sommessa di Parole si traduce, presto, in abrasioni sottocutanee e attriti atmosferici. Nuove voci decostruite, sempre in lontananza, assumono centralità all’interno del monito ambientalista Venus Of The Bees.

Una preghiera può essere vocale, mentale o libera. I suoi scopi molteplici. Grazia o perdono. Devozione o abbandono. Il minaccioso incedere di The Pray (Dissonant Ascension) è sublimato in un bordone che trascende ogni tentativo d’indagine. È l’incipit per il raggiungimento di uno stadio di metamorfosi, espresso da Chrysalis, anticipato da field recording ed elevato da cori polifonici. L’oscurità dell’interludio The Sunken Horizon è, infine, contrapposta alla lucentezza di The Skype Cloud And Your Smile On The Left, ultimo magnifico esempio che concilia le contrapposizioni di sacro e profano. Modalità dell’essere o situazioni esistenziali oggi, forse, congiunte dalla tecnologia.

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