Gigi Masin – Calypso

Gigi Masin – 'Calypso' (2020)

L’estremo sud del continente europeo. L’isola di Gozzo, la più meridionale tra quelle della Grecia, è la fonte d’ispirazione dell’ultimo album di Gigi Masin, “Calypso” (2020). Situata a ventisei miglia nautiche da Creta, Gozzo era l’antica Ogigia per il poeta Callimaco, il luogo dove Ulisse si trovò a sostare per sette anni, dopo i pericoli corsi durante il suo ritorno dalla guerra di Troia. L’eroe non ricambiò l’amore della ninfa Calipso, al contrario il musicista è stato catturato da ogni angolo di quella porzione di terra circondata dalle acque scintillanti del mar Egeo, in cui ha ravvisato incanto e mistero. La contemplazione di panorami mozzafiato ha inciso sulla scrittura dei sedici brani, inclusi in un doppio vinile pubblicato dalla celebre etichetta Apollo, destinati a condurre per mano l’ascoltatore all’interno di una dimensione terza. Calda e luminosa, romantica e sublime.

Un’ora e mezza di musica ipnotica, che rispecchia il fascino del compositore per la sfera naturale, già testimoniato dal libretto con fotografie di Riccardo Romani. L’incipit estatico Calypso e il battito cadenzato di Bellamore un primo affascinante dittico. La tromba in Nefertiti e il pianoforte in If favoriscono la costruzione di melodie semplici ed efficaci. Le digressioni elettroniche Anemone, Khalifa Golf Club e Mayo Slide costituiscono, invece, una timida variazione ritmica. Ogni traccia è, però, diversa dalla precedente: è il caso dell’astratta Susan Maybe o dell’acida Caroline. L’impiego di strumenti a corda in Amaranta e di Cry Winds Or Flames il preludio alla maggiore complessità di On Demons And Diamons, con Ben Vince al sassofono. Il più classico dei field recording, spina dorsale di Your Name Is Infinite, conclude un sogno a occhi aperti.