Gianni Ferrio – Tony Arzenta (Big Guns)

Gianni Ferrio – 'Tony Arzenta (Big Guns) (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2016)

Tony Arzenta (Alain Delon) è un killer professionista: uccide su commissione per conto di un’organizzazione criminale. Quando decide di voltare pagina, i capi non accettano la sua scelta: l’uomo è al corrente di troppi fatti e deve essere eliminato. Un contrattempo, però, fa sì che l’ex assassino si salvi, mentre sua moglie e suo figlio muoiono a seguito dell’esplosione dell’automobile. La vendetta di Tony Arzenta non risparmia nessuno: l’audacia e la freddezza, abilità sfruttate dai suoi ‘superiori’, sono ora profuse contro di loro. Uno alla volta cadono i responsabili della scomparsa dei propri cari. Solo l’ultimo, Nick Gusto (Richard Conte), chiede la pace che Tony Arzenta, stanco di lottare, accetta. Invitato alle nozze della figlia dell’italo-americano, il sicario è sorpreso dall’amico Luca Dennino (Giancarlo Sbragia), vendutosi a Nick Gusto malgrado l’aiuto offertogli in passato per eliminare il boss Hans Grünwald (Anton Diffring) a Copenaghen.

Descrizione

Se la storia del piccolo boss che decide di compiere la scalata al potere è uno dei canovacci più ricorrenti dei mafia movie, l’altro è quello che rimanda all’impossibilità di ‘uscire dal giro’. “Tony Arzenta” (1973) è uno dei risultati più alti della carriera di Duccio Tessari, già occhio dietro la cinepresa per i gialli “La Morte Risale A Ieri Sera” (1970), “Una Farfalla Con Le Ali Insanguinate” (1971) e il film d’azione “Forza G” (1972). Il lungometraggio sceneggiato da Franco Verrucci, Roberto Gandus e Ugo Liberatore è un noir, privo di quei ‘tradizionali’ elementi ironici e dissacranti propri di alcuni western, che ha pochi eguali nella storia del cinema tricolore, merito anche dell’interpretazione impeccabile dell’attore protagonista, romantico e solitario. Alcune sequenze sono tra le più efferate tra quella girate dal regista di origini genovesi. Un’atmosfera cupa avvolge i centonove minuti della produzione affidata a Luciano Martino, dal nero finale.

Musica

Due brani di Gianni Ferrio costituiscono l’asse portante di una partitura breve, ma intensa: Un Giorno In Più e La Gabbia. Da una parte, la melodia d’archi sostenuta dall’armonica di Franco De Gemini che commenta il rancore di Tony Arzenta. Dall’altra, un groove ipnotico e ossessivo, riservato alla parte d’azione dell’intricata vicenda e ‘ritoccato’ in La Gabbia – Sequenza e La Gabbia – Arrivo In Città. Di maggiore interesse, invece, le varianti ritmiche Un Giorno In Più – Ritorno e Un Giorno In Più – Nebbie. Il pianoforte è dapprima centrale in Un Giorno In Più – Il Passato e poi sullo sfondo dell’atmosferica Un Giorno In Più – Nebbie, affidata ai fiati e alla chitarra. La tracklist di “Tony Arzenta (Big Guns) (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2016), una release in vinile griffata Spettro, annovera anche il trittico lounge composto da Labirinto, Morning Blues e Quando Mi Dici Così e la marcia per organo e tromba Finale Barocco.

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