Gianni Ferrio – Io, Emmanuelle

Gianni Ferrio – 'Io, Emmanuelle' (2017)

La bellissima Emmanuelle (Erika Blanc) è triste. Il suo compagno, un professore, è partito per un viaggio. Insoddisfatta, e alla continua ricerca dell’amore, la donna prova invano di placare il suo desiderio di affetto abbandonandosi a una serie di avventure. Il suo estremo bisogno di passione e tenerezza la conduce a cedere alle trasgressioni frequentando, un giorno dopo l’altro, quattro differenti letti, condivisi con uno scrittore vizioso, un commerciante di lingerie (Paolo Ferrari) che è stato tradito dalla moglie, un giornalista represso (Adolfo Celi) e un finto ‘capellone’ (Sandro Korso). In seguito, dopo aver rifiutato anche un rapporto con una donna (Milla Sannoner) dalle inequivocabili tendenze, Emmanuelle si ritrova sempre più sola all’interno di un bar ad affrontare l’inattesa notizia della morte del professore in un incidente stradale. A Emmanuelle non resta che meditare mesta e nuda, lasciando che del latte scorra lungo il suo corpo.

Il dramma erotico “Io, Emanuelle” (1969) è tra le poche pellicole a cura di Cesare Canevari che, dopo una manciata di commedie, thriller e western, scomparirà dalle scene cinematografiche. Ambientato in una Milano incombente e affascinante, film prova a testimoniare in immagini quel senso di angoscia di fine anni Sessanta, mutuando, forse, il titolo dell’opera e il nome della protagonista dal romanzo “Emmanuelle” (1967) di Emmanuelle Arsan, malgrado la sceneggiatura, scritta dal regista e da Giuseppe Mangione, fondata in misura maggiore sul breve racconto “Disintegrazione 68” della giornalista Graziella Di Prospero, tra le esperte delle tradizioni popolari italiane. È la prima apparizione sul grande schermo di un personaggio disinibito e sessualmente insoddisfatto che ispirerà vari cineasti e diventerà icona in scia alla serie ‘alternativa’ inaugurata da “Emanuelle Nera” (1975) di Bitto Albertini.

Deliziosa la colonna sonora di Gianni Ferrio, ristampata in vinile dalla Four Flies Records quattro anni dopo la scomparsa del compositore. Le sue musiche caratterizzano al meglio il nevrotico atteggiamento della protagonista del film, la cui vita amorosa è ‘descritta’ dal testo della canzone Emmanuelle e, nel corso dei restanti dodici brani, ‘personalizzata’ in note: è il caso, ad esempio, dell’orgiastico dittico ‘religioso’ Preludio e Profondità – con il contributo de I Cantori Moderni Di Alessandroni centrale anche in Caos ed Equazione – e del sinuoso interludio Ricerca, impreziosito dal flauto di Gino Marinacci, sovraimposto durante la sequenza del bagno lesbico. Tra i solchi di “Io, Emanuelle” (2017) è possibile, però, scorgere anche le tensioni cutanee di Micropsichia e di Contestazione, l’ellissi per archi e clavicembalo Analisi, così come i numeri d’avanguardia quali Angoscia e Nausea e l’evasività jazz della breve Tempo.