Gerhard Heinz – The Pussycat Syndrome

Gerhard Heinz – 'The Pussycat Syndrome' (2015)

Per alcuni il sesso più eccitante è sullo schermo anziché tra le lenzuola. Per altri il divertimento è provare a comporre una colonna sonora in grado di adattarsi alle immagini e appagare l’orecchio. Il successo commerciale di “Sex Fever (Original Motion Picture Soundtrack)” (2014) ha spinto Janis Nowacki e la sua Vinyl Of Austria Group Vienna, una divisione della Private Records, ha setacciare il vasto archivio di Gerhard Heinz per riportare alla luce un altro suo lavoro di anal-ogo spessore sonoro.

La scelta è ricaduta sulla soundtrack del film “Orgia Stin Kerkyra” (1983), meglio noto in inglese come “The Pussycat Syndrome” e mai doppiato in italiano, diretto da Ilias Mylonakos, che ripercorre la storia di due modelle giunte in Grecia per un servizio fotografico e poi rimaste in vacanza lì. Donna (Ajita Wilson) e Gloria (Tina Eklund) finiranno per intrecciare una serie di rapporti promiscui con ragazzi del luogo e, soprattutto, con un furbo agente di viaggio.

Invitate a soggiornare nella sua villa, le modelle incontrano sua moglie, Maria (Jacqueline Marcant), con cui intraprendono un rapporto saffico. La loro relazione è ripresa dalle telecamere a circuito chiuso dell’abitazione ad uso e consumo del marito voyeur, ma la presenza delle due giovani serve anche a rianimare la vita sessuale della coppia. Poco dopo, Gloria incontra uno scrittore, Erik (Christos Nikolaou) e decide di fermarsi definitivamente in terra ellenica.

La sceneggiatura è ordinaria, una costante della fase conclusiva della sexploitation di fine anni Settanta, ma la partitura del compositore non delude neppure stavolta e appare, forse, più melensa in considerazione della tracklist. La ristampa del precedente album si caratterizzava per un’energia di fondo che in “The Pussycat Syndrome (Original Motion Picture Soundtrack)” (2015), rinato in edizione con vibratore in omaggio, appare smorzata, senza pregiudicarne, però, l’andamento complessivo.

Il lato A si apre tra sublimi note di pianoforte per The Pussycat Theme. È un preludio al funk di Top Set, un’energica traccia cantata. Dopodiché, nuova parentesi romantica con la languida Husband And Wife. Sintetizzatori in bella mostra in A Woman’s Touch stridente e misteriosa. In scia, Erotic Dreams, accompagnata da percussioni semplici e secche. Violini e chitarre caratterizzano, invece, Moments, il picco introspettivo. In chiusura due brevissime strumentali, Villa e Beach Girl.

Il lato B riparte con vigore con Boat Dance, opposta a Love Is Never Having To Say I’m Sorry, ulteriore inciso sognatore. Con C’mon Let’s Do It, ennesima traccia cantata dal sapore retrò, l’atmosfera cambia ancora: è un susseguirsi di scanzonati temi di matrice quasi ‘cartoonesca’. Comics, Sight Seeing e Play Time sono, infatti, perfettamente calibrati per sonorizzare fotogrammi dominati da corpi sinuosi tra spiagge assolate, mari blu e appuntamenti mondani a bordo piscina.

La melodica Pussycat Theme Version mette un freno al divertimento. Se Love Is Never Having To Say I’m Sorry (Disco Version) garantisce più ritmo all’omonimo e precedente brano, Pussycat End Theme riserva trombe e percussioni per una chiusura altrettanto frizzante. Infine, gli accordi di chitarra di The Afrodite Festival occupano i restanti solchi del vinile. L’ennesima dimostrazione che la pornografia può offrire singolari spunti artistici se non intesa solo come vivisezione di un’attività sessuale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.