Gerhard Heinz – Escape To Paradise

Gerhard Heinz – 'Escape To Paradise (Original Motion Picture Soundtrack)' (2016)

Non ci sono soltanto grandi sodalizi tra compositori e cineasti. Le cronache rivelano di numerose connessioni, alcune invisibili alle masse, tra artisti di diversa estrazione. Rapporti, più o meno, sinergici o continuati nel tempo. Ciò vale anche a un livello inferiore, per quel cinema di seconda, o addirittura terza, mano. Un potenziale esempio è il legame tra Gerhard Heinz e Hubert Frank. Sono circa una decina le colonne sonore realizzate dal musicista austriaco per il regista ceco. Il tema erotico è, spesso, il minimo comune denominatore. Immediato il rimando a “Sex Fever (Original Motion Picture Soundtrack)” (2014). La prima release della Vinyl Of Austria Group Vienna ha riportato alla luce brillanti sonorità disco e funk di alcune decadi fa, da ascoltare in vinile.

La sublabel in orbita Private Records si è distinta anche con le successive uscite, “The Pussycat Syndrome (Original Motion Picture Soundtrack)” (2015) e “Dreamdancer (Original Motion Picture Soundtrack)” (2016), riportando in auge note perdute per pellicole porno softcore. “Escape To Paradise (Original Motin Picture Soundtrack)” (2016) è la quarta pubblicata in un fortunato biennio. “Escape To Paradise” (1984), noto in Spagna e in Germania rispettivamente come “Locas Vacaciones” o “Flucht Zurück Ins Paradies”, è uno dei tanti erotici a sfondo caraibico. Uno scenario assai diffuso alla fine degli anni Settanta, abbinato a sonorità, ovviamente, dai toni caldi, avvolgenti e sexy. La playmate Natalie Uher fu la stellina del cast del film diretto da Hubert Frank.

La sceneggiatura è, invece, abbastanza standard. Le vicende sentimentali di una giovane donna sono, per forza di cose, al centro di “Escape To Paradise”. La sua vacanza insulare si rivela presto l’occasione per incontrare diversi uomini. Sfogliare la margherita è, però, un tormento. Denudarsi in spiaggia, e fuggire in barca con l’unico di cui è davvero innamorata, la sua decisione finale. Le ventuno tracce di Gerhard Heinz incarnano sia il feeling esotico della pellicola che quel mood, avventure sessuali a parte, un po’ romantico. Il lato A prende il via con la dolce Escape To Paradise Theme, un invito a fuggire quanto prima verso paradisi tropicali. Uno spot esotico. Sintetizzatori e tastiere sono i protagonisti della colonna sonora, in linea con i dettami dell’epoca.

Un dettaglio macroscopico ravvisabile sia nelle movimentate Car Chase e Car Chase II che nella struggente Beach Dreams. In Opening Sequence è, invece, destrutturato il tema principale, ridotto ormai all’osso, con l’aggiunta di basso e batteria. All’intermezzo misterioso segue, poi, quello languido di Tropical Nights. Più in ombra la successiva Yacht Sex. Il pianoforte e gli archi ammorbidiscono Casino. Anche Caribbean Jet Flight riprende il tema principale, con inserti differenti. Computer Hacking la vera scheggia impazzita. Un breve divertissement elettronico, in odor di “Computer World” (1981), per solleticare l’orecchio dell’ascoltatore. Erano gli anni dell’apogeo Kraftwerk, oltre che dell’italo. E, come da copione, il lato B riparte proprio da sonorità del genere.

Se Strip Girls ne è il miglior prototipo, Bandits continua sulla medesima falsariga, con maggiore energia. Il ritmo si mantiene costante in Limbo Strip Party. Nonostante le percussioni in background, Sundown In Paradise e Sundown In Paradise II impongono una doppia pausa nostalgica, tra linee di sintetizzatori e accordi di chitarra. Ideali per un tramonto. Tensioni improvvise in Sex Vibes, un interludio notturno. L’atmosfera torna subito rilassata con Island Girls. Sfuggenti sia Heart Beats, un altro esperimento elettronico, che la nenia da carillon Cabal. La conclusione della soundtrack è affidata alla versione nuda e cruda di Escape To Paradise (Instrumental), piacevole da riascoltare ancora una volta, e all’Outro, dominato dal flauto, coincidente con il momento clou della pellicola, un attimo prima degli immancabili titoli di coda.

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