From Sydney With Love

Thug Records

Nell’arco di un lustro, Carl Spence ha sviluppato un piccolo grande sogno che, in fin dei conti, è lo stesso che accomuna non pochi label manager attorno al globo terraqueo: rilasciare, specie se in vinile, soltanto quel tipo di sonorità che si ha davvero a cuore. Nonostante il contributo del socio Tim Culbert, che ha lasciato la Thug Records lo scorso dicembre, appare difficile definire ciò come un vero e proprio ‘business’. Il filo rosso che lega l’etichetta di Sydney ai suoi artisti e, soprattutto, al suo pubblico è solido e costituito da nient’altro che amore per la musica stessa. Nel corso dell’intervista, è possibile comprenderne a pieno i motivi, così come scoprire alcune curiosità riguardanti l’attività di una label balzata agli onori della cronaca con la pubblicazione dell’album di debutto di Nick Anthony Simoncino, “The Dream Of Amnesia” (2012).

Com’è nata la Thug Records?


Dall’amore per la musica e dalla voglia di essere più coinvolto. Non oserei nemmeno chiamare quello che faccio un business. Il business genera soldi.

Perché hai scelto questo nome da ‘teppista’?


Il nome è saltato fuori nel corso di una sessione di brainstorming con un amico che aveva un negozio di dischi che frequentavo, si chiamava Spank! Records. Thug Records non implica l’appartenenza a una gang, non credete a quello che si legge sulla stampa!

L’avventura dell’etichetta è cominciata con “Dusk E.P.” (2009) di Jacksonville. In base a quali criteri hai scelto gli artisti dei successivi 12”?

Mi metto in contatto con gli artisti che seguo e cerco di stabilirci un certo rapporto. Di tanto in tanto, sono stato presentato ad altri produttori da personaggi già vicini alla label. E, in questo caso, Nick Anthony Simoncino è stato incredibile per il suo contributo.

Ti aspettavi una buona risposta da parte del pubblico ai tuoi lavori?

Non ho mai indagato se alla gente piaccia o meno il mio catalogo. Spero che lo apprezzi, perché penso che ci sono dei dischi stupefacenti firmati Thug Records, ma non sono convinto che molte persone ne siano realmente a conoscenza. Non ho particolari ambizioni, basta mantenere un po’ di credibilità artistica. Tutto il resto è un bonus.

La Thug Records ha ospitato le produzioni curate da artisti quali Suspect, Creepy Autograph e i più noti Tewo Howard, Nick Anthony Simoncino, Jeff Samuel e Ben ‘Cozmo D’ Cenac. Associaresti un aggettivo o un ricordo a ognuno di loro?

Suspect è un assassino invisibile. Creepy Autograph difficile da rintracciare. Tevo Howard è stato, invece, il vero gangster dell’etichetta. Nick Anthony Simoncino lo vedo, invece, come il fratello di un’altra madre. E, se Jeff Samuel è uno dei miei dj preferiti, BenCozmo DCenac è semplicemente, un produttore senza tempo.

Che cosa ti spinge a contattare un artista?

L’aspetto musicale è qualcosa di assai importante. Nonostante ciò, oltre questo ovvio punto di vista, cerco persone positive con cui avere a che fare. Non ci sono abbastanza soldi in circolazione da poter investire nella stampa di vinili di quelle negative.

Che approccio hai nei confronti di chi ti invia una o più tracce?


Cerco di ascoltare i demo e di rispondere a tono.

C’è, invece, un disco del passato che ti sarebbe piaciuto rilasciare?


L’etichetta è proprio dove avevo immaginato che fosse. Sono soddisfatto, collaboro con artisti incredibili che dimostrano una forte integrità in ciò che realizzano.

Come pensi sia cambiata l’industria musicale durante gli anni?


Tutto è in continua evoluzione. Non mi preoccupo e neppure guardo indietro. Cerco soltanto di lavorare al massimo nel presente. Di sicuro, mi perdo lo shopping nei negozi di dischi. Ormai non ce ne sono più di alto livello a Sydney.

Hai mai pensato di stampare edizioni limitate in cd o in cassetta?


Forse, vediamo come va il mercato. Adesso, pubblicare vinili è cruciale.

Sei contro la diffusione della cosiddetta musica ‘digitale’?


Cioè la musica disponibile per l’acquisto on-line? Se è ciò di cui stiamo parlando, allora penso che sia ‘cool’. A volte, comprare musica sul web mi aiuta a scoprire un sacco di sonorità interessanti che, in caso contrario, non avrei avuto la possibilità di conoscere.

In che modo Sydney ha influenzato le tue scelte da label manager?


La città in cui vivo non influenza molto ciò che faccio. Eppure è un bene per altre cose. Quaggiù, in Australia, sono distaccato dal c.d. ‘hype’. Ed è un aspetto positivo, perché non devo filtrare stupidaggini. Ciò mi tiene con i piedi per terra. Scopro tutto poco alla volta.

Quali sono i progetti futuri della Thug Records?


Ho in uscita uno split con Steve Summers e Nick Anthony Simoncino, i remix di DJ Sotofett per quest’ultimo e Mark Rogers, forse nuove versioni di Shaquanda di Tevo Howard e confido in altre release da finalizzare. La musica viene prima di ogni altra cosa.

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