Franco Micalizzi – The Visitor

Franco Micalizzi – 'The Visitor (Original Motion Picture Soundtrack)' (2014)

In un lontano paesaggio alieno, la visione di una tempesta provocata da una giovane ragazza umana preoccupa Jerzy (John Huston). Un’enigmatica figura simile a Cristo (Franco Nero) racconta così ai suoi allievi del conflitto cosmico tra Zatteen, una malvagia forza interspaziale dalle distruttive abilità psichiche, e il suo benevole rivale Yahweh. Zatteen è fuggito sul pianeta Terra da alcuni secoli e, dopo essere stato rintracciato e ucciso da Yaweh, il suo spirito continua a vivere nelle menti dei suoi discendenti, in attesa di una chance per riemergere e scatenare il caos. Prima della sua morte, Zatteen ha concepito dozzine di bambini con varie donne. Jerzy è inviato sulla Terra per difendere la pace nell’universo. L’obiettivo è sconfiggere la setta capeggiata dal dottor Walker (Mel Ferrer), che si è servito di Barbara (Joanne Nail) per generare Katy (Paige Connor), una bambina dotata di facoltà paranormali, offerte al maligno.

È, però, necessario affiancarle un maschietto per favorire in seguito la completa reincarnazione fisica di Zatteen derivante dall’accoppiamento dei due. Gli adoratori di Zatten affidano a Raymond (Lance Henriksen) il compito di renderla nuovamente madre. La donna, spaventata dalle abilità psicocinetiche della figlia, evita contatti con terzi. Il dottor Walker decide così di fecondarla in modo artificiale, ma Barbara abortisce con la complicità del dottor Collins (Sam Peckinpah), già padre biologico di Katy. Nel frattempo, Jerzy osserva da lontano quanto accade dentro e fuori le mura domestiche e, al momento opportuno, interviene ostacolando la setta. L’essere di un’altra galassia è in possesso di poteri simili a quelli di Katy: difende Barbara dal loro assalto e uccide Raymond ‘convocando’ uno stormo di uccelli assassini. Eliminati gli ultimi adoratori di Zatteen, Jerzy prende in consegna Katy e la conduce nello spazio, purificandola dal male.

Descrizione

“The Visitor” (1979), altresì noto in Italia come “Stridulum”, è un dramma sconclusionato, scritto e prodotto da Ovidio G. Assonitis, acuto modellatore di linguaggi cinematografici di successo e, non a caso, già finanziatore di film come “Il Paese Del Sesso Selvaggio” (1972), “Chi Sei?” (1974) e “Tentacoli” (1977). Il lungometraggio diretto da un veterano della cinepresa, ovvero Giulio Paradisi, ripropone il mito della lotta tra il Bene e il Male, rivestito di forme spettacolari dedotte da filoni diversi – fantascienza, horror e thriller – e illustrato ricorrendo a simboli, parimenti desunti da opere eterogenee, ermetici allo spettatore e, in modo limitato, contrapposti al tema generale. I bambini ‘vettori’ di un demone, una donna in bilico, i ‘protettori’ della galassia e una perfida setta costituiscono elementi dottrinali che conferiscono, però, dignità a un film che, insieme a soluzioni tecniche riuscite quali la fotografia e la scenografia, merita più di una semplice visione.

“The Visitor” è una delle opere più indefinibili di un’epoca in cui i produttori europei ricalcavano i modelli offerti dai successi del cinema d’oltreoceano o, magari, le idee più convincenti. La lista di titoli che presentano ‘similitudini’ è lunga, così come quella dei lungometraggi ‘derivati’, suggellata da splendidi esempi quali “Zombi 2” (1979) di Lucio Fulci o “L’Ultimo Squalo” (1981) di Enzo G. Castellari. Nel caso specifico, gli elementi ‘presi in prestito’ da “La Signora Di Shangai” (1947) di Orson Welles, da “Gli Uccelli” (1963) di Alfred Hitchcok, da “Il Presagio” (1976) di Richard Donner, da “Carrie – Lo Sguardo Di Satana” (1976) di Brian De Palma e da “Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo” (1977) di Steven Spielberg sono facilmente identificabili. Nonostante ciò, il film è riuscito a ritagliarsi uno spazio nella strana storia del cinema di genere internazionale in scia al collage di immagini ordito dagli sceneggiatori Luciano Comici e Robert Mundi.

Musica

L’allucinante film di Giulio Paradisi beneficia, proprio come numerosi prodotti coevi, di un vero e proprio valore aggiunto: il commento di Franco Micalizzi. Il compositore ha scritto una delle sue colonne sonore più belle di sempre, per fortuna, ristampata in doppio vinile dall’etichetta Mondo. Quattro facciate comprendenti i brani della prima stampa RCA Original Cast (1979), distribuita in occasione dell’uscita del lungometraggio, più le alternate version già presenti all’interno dell’edizione cd (2011), circa venti minuti di musica, a cura della Digitmovies, assemblata utilizzando i master tape in stereo della sessione di registrazione. Come da copione, anche la tracklist di “The Visitor (Original Motion Picture Soundtrack)” (2014) è introdotta dall’estasi in note di Stridulum Theme, che include un frammento di “Così Parlò Zarathustra” (1896) di Richard Strauss, poema sinfonico già associato al cult “2001: Odissea Nello Spazio” (1968) di Stanley Kubrick.

La ritmica funk di batteria e basso ‘slappato’ del tema principale richiama alla mente quella di tracce simili per le sequenze d’azione dei poliziotteschi, così come il mood appartenente a Hospital Sequence e Back In The Hospital. Gli effetti ‘spaziali’ costituiscono una gradevole aggiunta, inserita con cura tra i passaggi orchestrali in crescendo di archi, legni e ottoni. La melodia è ripresa con variazioni e sostenuta dal flauto riverberato e dalle percussioni in Running Away From Jerzy e Jerzy, Again. La malinconica Here’s The Dream è, invece, fondata sul fraseggio tra chitarra elettrica e clavinet simil carillon, ‘recuperato’ in Sadness Theme e Voices From Sadness Theme, con interventi di archi, ottoni e, ovviamente, voci. Mentre Distressing Sequence per archi, legni, ottoni e timpani riprende il main theme ‘classico’, il trittico composto da Atmosphere, Atmosphere (#2) e Atmosphere (#3) esplicita il lato dissonante dell’opera.

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