Franco Micalizzi – Napoli Violenta

Franco Micalizzi – 'Napoli Violenta (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2017)

Il commissario Betti (Maurizio Merli) è stato trasferito a Napoli, dove imperversa ‘o Generale (Barry Sullivan). Chi non ‘acquista’ la protezione è soggetto agli assalti vandalici della sua banda: è il caso di un’autorimessa incendiata. Anche le rapine dello specialista Casagrande (Elio Zamuto) si susseguono copiose, poiché il bandito sfugge alla polizia a bordo di una motocicletta. Betti travolge il rapinatore e lo arresta in un convoglio della funicolare. Il commissario ‘di ferro’ rimette, poi, a nuovo l’autorimessa, installando delle telecamere per cogliere la riscossione del pizzo da parte degli uomini di ‘o Generale. Il boss della camorra è, invece, incastrato dopo lo ‘sgarro’ dell’imprenditore Capuano (John Saxon), non intenzionato a concedergli parte dei proventi dei suoi traffici. Betti, nascosto dietro un muro, approfitta del conflitto a fuoco fra i due per uccidere il camorrista, in modo che la responsabilità dell’accaduto ricada soltanto su Capuano.

Descrizione

“Napoli Violenta” (1976) è il capitolo centrale della c.d. ‘trilogia del commissario’, composta dall’iniziale “Roma Violenta” (1975) e dal conclusivo “Italia A Mano Armata” (1976), entrami a cura di Marino Girolami. Il film di Umberto Lenzi, reduce dai coevi “Roma A Mano Armata” (1976), “Il Giustiziere Sfida La Città” (1975) e “Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare” (1974), offre un credibile spaccato dei ‘metodi’ adottati dalla malavita partenopea e del clima di terrore che ha ormai instaurato in città: i cittadini subiscono perdite e sottrazioni di vario genere, rischiando la vita ogni giorno, ma non denunciano i furti e le violenze, perché hanno paura. Il ‘realismo’ della pellicola si evince, al massimo, dallo svolgimento di due sequenze cult: l’inseguimento tra il commissario Betti e il rapinatore Casagrande al mercato interrotto da un funerale – con carro cavalli e corteo a seguito – e quello in funicolare, girato in precarie condizioni di sicurezza, con i cavi elettrici dell’alta tensione a pochi centimetri dalla testa del protagonista.

Musica

Sublime la partitura composta da Franco Micalizzi, uno ‘specialista’ dei poliziotteschi. La prima stampa in vinile di “Napoli Violenta (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2017) a cura della Spettro è introdotta da Folk And Violence. Un tema jazz dominato dagli ottoni, dal ritmo incalzante del clavinet e, spesso, con echi da tarantella. A partire dai titoli di testa, è ripreso, variato più volte e associato a un segmento atmosferico: è il caso di The Violent Face, Ten Minutes To One, Rush For A Sign, Looking For Capuano e Trap And Death. Oltre a un dittico di brani di suspense, quali Fire In The Garage e I Wan’t Say It, le canzoni Tira ‘A Rezza Oj Piscatore e A Man Before Your Time (Vocal). Popolaresca la prima, interpretata da Raoul, struggente la seconda, eseguita dai Bulldog, inclusa anche nello score di “Italia A Mano Armata”. Quest’ultima ritorna in chiave strumentale in Crime Outcome, Bitter Success, The Giant Is Dead e Get Back To Fight. Fenomenale.

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