Franco Mannino & Sergio Montori – Identikit

Franco Mannino & Sergio Montori – 'Identikit (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2019)

La nevrotica Lise (Liz Taylor) abbandona Amburgo per trasferirsi a Roma, dove intende trascorrere alcuni giorni di ‘vacanza’, in cerca di un uomo che la uccida. La donna ha i nervi a pezzi e una vita in disordine, ma lascia tracce del suo passaggio in città, futuri indizi per la polizia che, sopraggiunta la morte, cercherà di ricostruire il suo identikit. Dopo aver incontrato un nobile (Andy Warhol), ambiguo e sfuggente, Lise non cade nella trappola della seduzione del viscido Bill (Ian Bannen) e, una volta in albergo, s’imbatte, invece, in una bizzarra turista tedesca (Mona Washbourne) che l’accompagna ai grandi magazzini dove acquista la cravatta e il coltello che consegnerà al suo omicida per essere legata e colpita. Dopo aver assistito all’attentato di uno sceicco, Lise abborda un violento garagista (Guido Mannari) e, infine, incrocia Pierre (Maxence Mailfort), di cui intuisce la psicolabilità. Il candidato perfetto per eseguire le sue volontà.

Descrizione

La morte come assoluzione dalla pena di vivere, ultimo atto della riscoperta della propria identità. Alienazione, isolamento, perdita di qualsiasi valore. “Identikit” (1974) è un angosciante film di Giuseppe Patroni Griffi, il cui soggetto è stato estrapolato dalle pagine del romanzo “The Driver’s Seat” (1970), un thriller psicologico di Muriel Spark, la cui protagonista, una contabile di un imprecisato Paese del nord Europa dal carattere conflittuale e imprevedibile, in linea con un abbigliamento tanto sgargiante quanto provocante, è in cerca di forti emozioni e affatto del ragazzo dei propri sogni, ma di colui che la libererà dalla depressione. L’andamento sincopato della narrazione, i flashback, il set di una città calda, sovraffollata e torbida, oltre alla notevole dell’attrice principale, in grado di tratteggiare con naturalezza l’isteria del personaggio, non bastarono, però, a elevare la pellicola, stroncata dalla critica e dagli scarsi risultati al botteghino.

Musica

L’opera del regista napoletano è commentata dalle musiche di Franco Mannino, ripubblicate da Vinyl Magic. L’edizione in vinile di “Identikit (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2019) è concettualmente divisa in due parti. Il lato A, fondato su nove brani a sfondo pianistico, a cura del compositore e direttore d’orchestra siciliano offre all’ascoltatore una quindicina di minuti stranianti, accompagnati da dolci note, è il caso di Nocturne, Dawn, Dreaming e The Park, talvolta ellittiche, malinconiche, da attesa, ad esempio, in Before, Moonlight e After. Il concitato frammento Explosion l’eccezione che conferma la regola. Il lato B annovera, invece, una suite in otto movimenti, in maggioranza sornioni, realizzati in collaborazione con Sergio Montori, in seguito autore dello score de “La Banda Vallanzasca” (1977) con Gian Paolo Chiti. Travolgente, però, il groove da poliziottesco di Liz Five e l’esplosivo ritmo funk proprio di Liz Seven.

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