Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera – Vai Gorilla

Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera – 'Vai Gorilla' (2010)

Marco Sartori (Fabio Testi) è un ex stuntman in cerca di un impiego. Con l’aiuto di Ciro (Al Lettieri), sventa un finto sequestro di persona ai danni dell’ingegnere Gaetano Sampioni (Renzo Palmer), al fine di diventare la sua guardia del corpo. Marco Sartori diviene l’ombra del costruttore edile, ma tra i due non corre buon sangue. Tra lettere minatorie, telefonate, sabotaggi nei cantieri e richieste di denaro, l’ingegnere decide di cautelarsi, affidando la figlia Vera Sampioni (Claudia Marsani) al suo ‘gorilla’, abile nello scoprire chi è a capo del racket nei suoi confronti, un tale Berto (Antonio Marsina), un motociclista che usa un fucile di precisione e calza stivali da cowboy. Per evitare che il ‘datore di lavoro’ ceda alle sue richieste, Marco Sartori lo rapisce e tende una trappola ai ricattatori, forte dell’intervento della polizia che, invece, fa saltare il piano. Quando Ciro lo invita a incontrare Berto, l’ex acrobata è costretto agli straordinari per restare in vita.

Diretto da Tonino Valerii, “Vai Gorilla” (1975) è un poliziesco incentrato sul tema dei sequestri di persona, fondato su una sceneggiatura solida e articolata e una certa dose di suspense. Lo sfondo da cronaca nera, in linea con episodi frequenti allora, è diluito dalla corposa parte di azione, espressa al meglio nel corso di inseguimenti, pestaggi, sparatorie e un finale mozzafiato con un treno dirottato e Berto colpito da un proiettile che attraversa il mirino del suo fucile e gli si conficca in un occhio, come nel duello che conclude “Per Il Gusto Di Uccidere” (1969), western firmato dall’ex assistente alla regia di Sergio Leone. Memorabile anche l’avanguardistica sequenza, girata con il blue screen, in cui la guardia del corpo del palazzinaro, adescata dal traditore Ciro, è ancorata alle pareti di un ascensore privo del pavimento all’interno di un vecchio palazzo da demolire.

Le firme di Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera su una delle partiture meno celebrate della loro discografia, stampata in cd dalla Chris’ Soundtrack Corner. L’esplosiva colonna sonora di “Vai Gorilla” (2010) è introdotta dal funk Vai Gorilla (#1), supportato da basso, batteria e chitarra wah-wah, ripreso più volte per sottolineare le scene d’azione, con Vai Gorilla (#5) ‘tributo’ al sound d’oltreoceano di Lalo Schifrin e Isaac Hayes. L’allegro ritmo per chitarra acustica e pianoforte di Vai Gorilla (#3) e Vai Gorilla (#4) descrive, invece, l’intreccio amoroso tra Marco Sartori e Vera Sampioni. Vai Gorilla (#2) è fondata su un’amara melodia di sassofono, le cui variazioni Vai Gorilla (#6) e Vai Gorilla (#11) anticipano la struttura e la melodia, ricostruita al sintetizzatore, di Vai Gorilla (Side A Original Single), forse il tema malinconico più bello mai composto in ambito poliziesco, alter ego dell’ariosa e melodica Selvaggia (Side B Original Single).