Francesco De Masi – Fuga Dal Bronx

Francesco De Masi – 'Fuga Dal Bronx (Original Motion Picture Soundtrack)' (2018)

Uno dei titoli cult del post-apocalittico all’italiana. “Fuga Dal Brox” (1983) è il seguito di “1990 – I Guerrieri Del Bronx” (1982). Medesimo lo scenario distopico, così come l’occhio dietro la cinepresa di Enzo G. Castellari. Soggetto povero, dai contorni pessimistici, al limite dello splatter, firmato da Tito Carpi. Il celebre quartiere di New York è ancora soggiogato da bande di teppisti, schierate contro la Manhattan Corporation che intende trasformare l’area in un complesso commerciale e residenziale. Trash (Mark Gregory) è il leader di una delle gang. Il giovane proverà a convincere gli abitanti a non abbandonare le proprie case, a favore dell’offerta di una ‘ricollocazione’ in New Mexico, nonostante il sopraggiungere di un battaglione di ‘sterminatori’, ufficialmente incaricati di bonificare la zona da eventuali malattie, guidati da Floyd Wangler (Henry Silva). Il rapimento del presidente della multinazionale immobiliare, il signor Clarke (Enio Girolami), la leva da azionare per l’avvio di trattative con la controparte, pronta a combattere la resistenza attraverso il ricorso ad armi chimiche.

Magistrale la colonna sonora a cura di Francesco De Masi, ristampata in vinile per conto della Death Waltz Recording Company. Una partitura splendidamente orchestrata, senza rinunciare a influenze tipicamente anni Ottanta, a partire proprio da Sequence 1, il tema portante. Archi, chitarre elettriche, percussioni, tastiere e quel mood quasi codificato, tipico di un’ambientazione futuristica. Grande suspence durante la prima parte di Sequence 2, 3, più ottimistica la seconda, con l’ausilio della tromba. Di gran pregio l’ assolo di sassofono. Sequence 4 recupera il tema principale, avvolto dal solito alone di polvere e piombo, con un seguito più delicato, ancora in chiave jazz, con un picco finale di pura tensione. Sequence 5, 6 mette in mostra come strumentazioni elettroniche possano convivere al meglio con quelle classiche. In Sequence 7, 8, 9 emerge dapprima il lato più melodico dello score, poi quello notturno, con i fiati al centro delle composizioni. Un tratto comune con un’altra brillante soundtrack per il cinema dei ‘mondi neri’ firmata dal compositore, quella de “Lo Squartatore Di New York” (1982) di Lucio Fulci.

Sequence 10, 11, 12 è suddivisa in tre brevi frammenti, utili per commentare momenti di stallo o di azione della pellicola, complice un parziale riutilizzo del tema principale, velocizzato con l’aggiunta di nuovi archi. Ellittica Sequence 14, mentre Sequence 15, 16, 17 offre un’ulteriore summa dell’atmosfera tesa ideata dal maestro in “Fuga Dal Bronx (Original Motion Picture Soundtrack)” (2018). È un sound che, a turno, fa affidamento su uno o più strumenti: è il caso, ad esempio, di Sequence 18, fondato sul riff di chitarra elettrica. I frammenti raccolti in Sequence 19, 21, 22 continuano sulla medesima falsariga, ponendo in maggiore evidenza il basso, per una manciata di minuti più rock. Sequence 23, 24 è, invece, fumosa quanto basta per essere sovrapposta alle immagini di una metropoli dormiente. Se un brano come Sequence 25 non avrebbe sfigurato per un poliziesco o un thriller del decennio precedente, Sequence 26 alza l’asticella della paura in note. I frammenti in Sequence 27, 28, 29, 30 strumentali per calare il sipario su un b-movie gore ammantato di fantascienza. Artigianale, ma di successo.

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