Filippo Scorcucchi – Distant Lands

Filippo Scorcucchi – 'Distant Lands' (2014)

Sempre più scure le sonorità della città eterna. Rigide astrazioni concettuali rivelano l’anima di Filippo Scorcucchi all’ascoltatore. In sole quattro tracce il suo campionario di suoni appare sia notevole che, soprattutto, meritevole di un esordio in vinile tramite Love Blast, l’etichetta fondata dodici mesi fa da Luciano Lamanna.

Tra i solchi del 12’’, intitolato “Distant Lands” (2014), si possono scorgere le linee guida già tracciate dalle precedenti uscite: “Russian Jihad MMXIII” (2013) a cura della Coalition Lamanna/Rawmance e “Between Silver And Gold” (2013) griffato Lunar Lodge, uno dei vari progetti paralleli dello stesso poliedrico artista calabrese.

In apertura di lato A, Odyssey si configura, infatti, come un ottimo esercizio di ambient contemporanea, con sussulti cinematici ad hoc e con crescendo electroide. La seguente Faraway, invece, si distacca dalla materia più onirica per scivolare verso forme alternative di dark techno, con spigolosi urti sonici nella sua parte centrale.

Sul lato B, 11°21’0”N 142°12’0”E re-invia geograficamente a un punto imprecisato dell’oceano Pacifico e, allo stesso tempo, artisticamente al precedente brano, finalizzando al meglio un inquieto continuum. Frastagliato il pattern di suoni in ripetizione. Dall’abisso emerge, poi, la conclusiva Oltremare. Avvolgente nebbia acida.

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