Fabio Perletta – Interstitial Spaces

Fabio Perletta – 'Interstitial Spaces' (2014)

L’estensione dello spazio: infinita. Due le tracce per cogliere le sfumature che s’intersecano tra i punti che lo definiscono. Nella prima, scariche di micro-vibrazioni elettriche si sovrappongono per minuti ma, all’improvviso, cala il drone: inesorabile. L’atmosfera s’intorbidisce. In lontananza, si snoda, lenta, una tempesta acustica fino al propagarsi di un inatteso bagliore. Una linea melodica le plasma con dolcezza. È la paralisi della psiche. Immagini di albe osservate in vite passate si ricostruiscono nella mente. Colori freddi e caldi si congiungono. Una nuova estasi dell’oro.

La seconda traccia riserva, invece, un più movimentato ronzio di fondo, senza rinunciare a qualche sbavatura sonica. L’incedere dei suoni è frammentato. Non c’è stasi, solo inquietudine a tratti. Mentre lo shock catatonico è in corso, sopraggiunge la cura. Una raggiante iniezione di note rassicura il corpo. Non c’è più ansia o dolore, ma libertà di superare quel confine che, geometricamente, si compone anche solo di tre punti. È possibile spingersi oltre. Non c’è limite al propagarsi del suono. La fabbrica di sogni si chiama Farmacia901. L’album “Interstitial Spaces” (2014). Fabio Perletta l’autore.

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