Fabio Orsi – Uncharted Waters

Fabio Orsi – 'Uncharted Waters' (2019)

L’agenzia governativa statunitense National Ocean Service ha stimato che il novantacinque percento degli oceani non è stato ancora scandagliato dall’uomo e soltanto il cinque percento dei fondali marini è stato mappato topograficamente. Nonostante il mare abbia un impatto diretto sulla nostra vita, ciò che accade nelle sue profondità è ignoto. Ecco il motivo per cui gli abissi sono da sempre il luogo in cui ambientare miti e leggende per ogni età. Le ‘acque inesplorate’ costituiscono una fonte d’ispirazione anche per Fabio Orsi, tra i principali artisti della scena ambient da circa quindici anni, con oltre sessanta release, tra album, singoli e compilation. Numeri impressionanti che testimoniano l’evoluzione dell’artista rientrato a Taranto dopo alcuni trascorsi a Berlino, reduce da bordoni, field recording e altri vibranti esperimenti.

Uncharted Waters” (2019) è la sua prima release per Zoharum. Un titolo simbolico che si spinge oltre la suggestiva immagine di copertina e, in parallelo, è slegato da un potenziale concept: le nuove acque inesplorate non sono quelle intangibili, ma rappresentano quelle musicali, da circoscrivere mediante la ricchezza della propria tavolozza elettronica. I trentacinque minuti di Uncharted Waters sono, infatti, l’ennesimo tentativo, come già accaduto con “Motel A Tre Stelle” (2019), di spingersi oltre il recente passato sonoro. L’affascinante composizione minimalistica offre all’ascoltatore svariate vie di fuga, distinguibili in vere e proprie ‘sezioni’: a una colorata introduzione seguono, infatti, una prima ritmata e una seconda sospesa. Una breve pausa funge da cesura con la parte finale, un irresistibile crescendo krautrock.