Fabio Frizzi – Paura Nella Città Dei Morti Viventi

Fabio Frizzi – 'Paura Nella Città Dei Morti Viventi (Colonna Sonora Originale)' (2014)

Ci sono nomi e cognomi che, come tessere, s’intersecano alla perfezione nel mosaico della storia del cinema italiano e della musica contemporanea. Un sodalizio da riscoprire è quello fra Lucio Fulci e Fabio Frizzi. Il primo è stato un formidabile, prolifico cineasta, dalla inclassificabile filmografia, capace di fare proprio ogni genere, vecchio o nuovo, fino agli anni Novanta. La sua arte non è accostabile al suo lascito, oggi materia di studio dopo la sua morte. Il secondo, fratello maggiore del conduttore televisivo, è uno dei maggiori compositori di colonne sonore dalle tinte verdi, bianche e rosse.

Il suo punto di forza si fonda da sempre sulla rara capacità di ibridare il calore del rock e del funk al gelo di un’elettronica adatta ad accompagnare fotogrammi intrisi di mistero. Il loro sodalizio artistico ha avuto inizio a partire da “I Quattro Dell’Apocalisse” (1975), con Franco Bixio e Vince Tempera, e ha raggiunto l’apice con “Zombi 2″ (1979) e i primi due episodi della ‘trilogia della morte’ quali “Paura Nella Città Dei Morti Viventi” (1980) e “L’Aldilà… E Tu Vivrai Nel Terrore” (1981). Il terzo, “Quella Villa Accanto Al Cimitero” (1981), è stato, invece, sonorizzato per mano di Walter Rizzati.

Il rapporto tra Lucio Fulci e Fabio Frizzi riprese, poi, da “Manhattan Baby” (1982), per concludersi con “Un Gatto Nel Cervello” (1990). “Paura Nella Città Dei Morti Viventi” è, invece, una storia di zombi pronti a mietere vittime a partire dalla misteriosa impiccagione di Padre Thomas nel cimitero di Dunwich. Il suicidio è parte della visione che la medium Mary ha nella sua casa di New York. Insieme al giornalista Peter, la donna cercherà d’impedire la realizzazione della profezia descritta nel libro di Enoch quattromila anni fa: l’invasione degli spiriti dei morti durante la notte di Ognissanti.

La morte del prete nei sotterranei composti da scheletri ne impedirà la realizzazione. Tra resurrezioni improvvise, vetri esplosi, vermi caduti dal soffitto e muri crepati, il film ha così codificato il definitivo stile horror del regista, trasposto in scene di violenza esasperata ai limiti dello splatter. Scelte che misero al bando la pellicola in Germania, o lo sottoposero a censure e sequestri. Straordinarie le ambientazioni, da Savannah in Georgia agli studi di Roma, ben delineate le caratterizzazioni dei personaggi e le loro efferate morti, con mascelle trapanate e interiora rigettate per un’atmosfera insana.

In linea con la sua conclusione aperta, la versione audio di “Paura Nella Città Dei Morti Viventi (Colonna Sonora Originale)” (2014) ha riservato inattesi epiloghi. Tre le ristampe nel corso dell’ultima primavera: in cd per conto della Beat Records Company di Daniele De Gemini e in vinile per due versioni differenti per conto di Death Waltz Recording Company e di Stella Edizioni Musicali, una divisione della Private Records. Oltre la copertina originale, mutuata dalla prima stampa, quest’ultima edizione della colonna sonora si arricchisce, inoltre, del poster che ne riproduce la locandina. Un autentico must have a cura di Janis Nowacki per gli appassionati dell’horror in note.

Introduzione, Paura, Liberazione non è solo la prima traccia, ma il leitmotiv dell’intera opera: dal prologo con Padre Thomas alla seduta spiritica, fino alle scene dei cadaveri che si rianimano, i suoi archi, ottoni e legni riverberati sono sempre riconoscibili e sostenuti da riff di chitarra ed effetti elettronici di sintetizzatori. Tra sibili e stridii, Fatti Misteriosi ne riprende l’inquietudine di fondo, su cui subentrano poi basso e percussioni. La chitarra acustica e l’organo sono, invece, gli strumenti che garantiscono la forte presa emotiva di Irrealtà Di Suoni. Un nuovo tema atmosferico cala in Occhi Di Brace.

Archi e campanelli sottolineano al meglio i più cupi fotogrammi. Verso L’Alba segue le vicende di Peter e Mary, pronti a impedire che la profezia si avveri, e varia parte di Irrealtà Di Suoni. Una volta in fuga dai morti, alle immagini dell’uomo e della donna si sovrappone il ritmato brano Paura Vivente. Con Apoteosi Del Mistero, il compositore aggiunge anche il mellotron, un sistema di nastri registrati che riproducevano anche voci umane, alla lista di strumenti utilizzati per comporre una soundtrack di spessore. Splendida la melodia di organo, basso e batteria del convulso finale.

Se in Suoni Dissonanti è il basso slappato a convincere, con Paura E Liberazione fa capolino anche il flauto, che descrive l’ingresso dei protagonisti nel cimitero durante la notte di Ognissanti. Al culmine della suspense, scoperchiata la tomba del prete, è il vibrante crescendo, Tenebre Viventi, a non dare tregua all’ascoltatore. Paura Vivente (Versione), Verso L’Alba (Versione), Apoteosi Del Mistero (Versione), Verso L’Alba (Versione 2), Verso L’Alba (Versione 3), Verso L’Alba (Versione 4) e Occhi Di Brace (Versione) sono le ennesime prove di una versatilità compositiva che continua a porre l’accento sul nefasto, tra variazioni e accelerazioni.

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