Fabio Frizzi – A Cat In The Brain

Fabio Frizzi – 'A Cat In The Brain (Original Motion Picture Soundtrack)' (2014)

Durante la realizzazione del suo nuovo lungometraggio, un famoso regista del cinema di genere italiano è tormentato da incubi e allucinazioni. È Lucio Fulci in carne e ossa, vittima dei medesimi orrori da lui concepiti. Le efferate morti cinematografiche rivivono nella sua testa e, quando tali disturbanti visioni diventano insopportabili, il cineasta decide di rivolgersi a uno specialista, lo psichiatra Egon Schwarz (David L. Thompson). Ciò che Lucio Fulci ignora è che l’uomo dal camice bianco è, in realtà, un killer che intende trasformarlo in pedina per il suo piano diabolico: attraverso l’ipnosi instillerà nelle mente del malcapitato paziente pensieri sempre più truci, inducendolo a credere di aver compiuto orrendi delitti, mentre gli stessi saranno perpetrati dal folle medico. Ed è così che ha inizio una sorta di dark odyssey, che metterà a dura prova la sua psiche.

Un’opera metacinematografica. A basso budget, delirante e feroce. “Un Gatto Nel Cervello” (1990), noto all’estero come “Nightmare Concert” o “A Cat In The Brain”, è uno degli ultimi film del ‘poeta del macabro’, il cui titolo si riferisce a un fastidioso stridore che il protagonista avverte provenire dal suo stesso cervello, come se all’interno della scatola cranica ci fosse un felino che genera quel verso. Tematiche e ambientazioni ‘classiche’ sono riproposte in chiave ironica e, al netto delle trovate del transfer e dell’ipnosi, derivano da scene tratte dal ciclo di film televisivi “Lucio Fulci Presenta”, otto pellicole horror ad alto tasso splatter supervisionate dal ‘godfather of gore’, rimontate e doppiate. Una violenza controbilanciata dal personaggio interpretato da Lucio Fulci che, alla luce di una carriera costellata di morti sul set, non può che essere il ‘mostro’ dell’intera vicenda, così come architettato dallo psichiatra, pronto a defilarsi.

La stampa in vinile della Mondo di “A Cat In The Brain (Original Motion Picture Soundtrack)” (2014) fa luce su una delle colonne sonore meno chiacchierate tra quelle realizzate da Fabio Frizzi per il cinema di un artigiano della macchina da presa, quasi al culmine della sua originalità espressiva, raggiunta con “Le Porte Del Silenzio” (1991). La partitura è fondata su un tema per basso e organo, Sequence 1, arricchito da calibrati effetti elettronici e interventi ritmici di batteria, con chitarra elettrica e pianoforte sullo sfondo, ripreso e variato in Sequence 7, Sequence 8, Sequence 11, Sequence 12, Sequence 13 e Sequence 14. La romantica evasione elettronica di Sequence 2, la citazione flautistica di In The All Of The Mountain King di Edvard Grieg in Sequence 3, il jazz di Sequence 4, la suspense di Sequence 5 e la ripresa di Verso L’Ignoto, tratto dallo score di “… E Tu Vivrai Nel Terrore! L’Aldilà” (1981), in Sequence 6 completano la tracklist.