Ennio Morricone – Uccidete Il Vitello Grasso E Arrostitelo

Ennio Morricone – 'Uccidete Il Vitello Grasso E Arrostitelo (Colonna Sonora Originale)' (2020)

Enrico (Maurizio Degli Esposti) ha lasciato il collegio svizzero perché richiamato a casa dopo la morte del padre. Crescuito nell’affetto della madre, deceduta tragicamente, Enrico ha vissuto la propria vita isolato dalla famiglia, lontano sia dal padre che dal fratello Cesare (Jean Sorel), che ha gestito l’azienda paterna restituendole vigore. Una volta a casa, dopo aver individuato alcuni strani indizi e ascoltato un colloquio tra Cesare e la cugina Verde (Marilù Tolo), sua amante sebbene prossimo alle nozze, lo studente è convinto che il suo genitore è stato ucciso. Enrico incarica un detective (Pier Paolo Capponi) di reperire le prove del presunto assassinio. La scoperta di un certificato di morte del padre redatto due giorni prima il decesso costituisce una conferma della congiura. Costretto a letto da una polmonite, il giovane subisce costanti pressioni da parte di Cesare e Verde, desiderosi di ottenere il documento. Il suo rifiuto lo condanna.

Scritto e diretto da Salvatore Samperi, con il prezioso contributo di Dacia Maraini alla sceneggiatura, “Uccidete Il Vitello Grasso E Arrostitelo” (1970) è un controverso, coraggioso e, soprattutto, curioso ibrido tra dramma e giallo, parte di quel filone di famiglie ricche, depravate e corrotte modellate in scia a “I Pugni In Tasca” (1965). Enrico, come il protagonista del fulminante esordio alla regia di Marco Bellocchio, ama la sua famiglia, ma non riesce a tollerare alcuni parenti. Un taglio opposto alle pellicole di derivazione argentiana. Il regista invita così lo spettatore ad addentrarsi tra le pieghe di un marciume che lega personaggi privi di sentimenti e dignità, raramente collocati in ambienti esterni. La fotografia di una Padova asettica e surreale contribuisce al senso di straniamento derivante da una dimensione domestica maledetta e incestuosa, rappresentata da un titolo studiato a tavolino che cita la parabola del figliol prodigo.

Il commento musicale di Ennio Morricone contribuisce al clima inquietante che traspare dal grande schermo. Lo score di “Uccidete Il Vitello Grasso E Arrostitelo (Colonna Sonora Originale)” (2020), stampato per la prima volta in vinile dalla Transversales Disques, offre una manciata di brani dai rimandi antichi, ripresi dalla musica pastorale e rinascimentale, alcuni modernizzati con arrangiamenti finanche shake: è il caso di Uccidete Il Vitello Grasso (Titoli) e La Fredda Lama Del Coltello, obliquo dittico brani per batteria, clavicembalo, pianoforte e tromba. Il flauto è, invece, il protagonista di Ricordo Tanti Fiori. Mentre il romantico tema simil ballata beat è contrapposto all’allegro motivetto di Lungo Una Stradina, Scivolando Nel Buio si colloca tra sacro e profano in scia ai sublimi vocalizzi di Edda Dell’Orso e al costante organo in sottofondo. La minimale Ai Confini Della Follia introietta tutta la malinconia in note della vicenda.

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