Ennio Morricone – Spasmo

Ennio Morricone – 'Spasmo (Original Soundtrack)' (2015)

Christian (Robert Hoffmann), erede insieme al fratello Fritz (Ivan Rassimov) di una società finanziaria, rinviene in spiaggia Barbara (Suzy Kendall) priva di sensi, con cui trascorre la notte in un motel. Qui è aggredito da un sicario, Torres (Adolfo Lastretti), che ha la peggio durante la colluttazione. Christian e Barbara riparano in una villa sul mare, abitata da Malcolm (Guido Alberti) e Clorinda (Monica Monet), presto entrambi cadaveri. Torres riappare e cerca di eliminare Christian che, stavolta, lo uccide nel corso di un incidente automobilistico. Christian, convinto che il sicario agisca per conto di Fritz, si reca dallo stesso e scopre di aver ereditato una mania omicida che aveva colpito sia il padre che il nonno. Fritz ha cercato di stimolare la sua follia per poterlo internare in manicomio. Preda del raptus, Christian sparge altro sangue prima di essere abbattuto. Nel frattempo, Fritz ha già cominciato a pugnalare bambole lontano da occhi indiscreti.

Descrizione

L’assenza di personaggi positivi, gli efferati delitti, l’alternanza di quiete e violenza, la sublimazione di un orrore ‘mentale’. “Spasmo” (1974) è, forse, l’opera più originale di Umberto Lenzi. È anche il lungometraggio che contiene la summa di tutti i limiti del thriller di metà anni Settanta: l’inspiegabile ingresso in scena di personaggi che appaiono e scompaiono quasi senza motivo, il ricorso a un presunto disturbo che attanaglia il killer di turno, una trama frammentata, un rapido finale con doppio colpo di scena. Il regista riesce a instaurare un clima gelido di angoscia sottesa che, poco alla volta, cresce nel corso del film, scandito da immagini di pallide bambole sexy a grandezza naturale, realizzate da Carlo Rambaldi, dagli occhi sbarrati, seviziate da una mano misteriosa. Dai gialli ‘borghesi’ “Orgasmo” (1969) e “Paranoia” (1970), sono mutuate, invece, l’ambientazione da jet-set e l’idea di un’esplosiva follia omicida.

Musica

La complessa ricerca timbrica di Ennio Morricone che caratterizza la partitura di “Spasmo” è illustrata dai tre brani principali. In Bambole, il lento incedere del suono di un oboe nostalgico è intervallato a tratti da ariose e mistiche melodie, arpeggi e voci de I Cantori Moderni Di Alessandroni. In Spasmo, un graduale crescendo drammatico di archi barocchi raggiunge il climax in prossimità della conclusione. In Stress Infinito, acuti e stridenti archi, affiancati dalle tetre note di pianoforte, favoriscono l’accumulo di tensioni, esplicitate dagli isterici fraseggi dei fiati e scandite da uno scosso metronomo: il dialogo tra fiati e percussioni continua fino a trasformarsi in un grintoso rock. La tracklist della prima stampa in vinile di “Spasmo (Original Soundtrack)” (2015), una release Dagored, annovera, inoltre, le versioni alternative di ognuno, tra cui spiccano Stress Infinito (#2), Stress Infinito (#3) e Stress Infinito (#4). Allucinanti e dissonanti.

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