Ennio Morricone – L’Istruttoria È Chiusa: Dimentichi

Ennio Morricone – 'L'Istruttoria È Chiusa - Dimentichi (The Complete Original Motion Picture Soundtrack)' (2004)

L’architetto Vanzi (Franco Nero) è in carcere con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso a causa di un’incidente stradale di cui potrebbe non essere il responsabile. La vita dietro le sbarre, la vicinanza di prepotenti e violenti carcerati, i metodi repressivi delle guardie, l’irragionevole durezza dei regolamenti causano una profonda angoscia in Vanzi: ciò lo induce a riflettere su quanto il denaro e la protezione dei potenti contino in tale luogo. Trasferito in una cella migliore grazie all’intervento di Rosa (Claudio Nicastro), una sorta di capo dei galeotti imprigionato per difendere alcuni personaggi altolocati, Vanzi ha un nuovo compagno di cella, Pesenti (Riccardo Cucciolla), in possesso di prove che potrebbero incriminarli. Il giovane è costretto ad assistere inerme all’uccisione di Pesenti, al fine che appaia un suicidio, persino con la complicità delle guardie. La sua liberazione è condizionata al perdurare del suo silenzio.

Descrizione

Una delle più angoscianti e riuscite pellicole che testimoniano l’inutilità del sistema carcerario come strumento di riabilitazione. Se la denuncia civile di Damiano Damiani in “Confessione Di Un Commissario Di Polizia Al Procuratore Della Repubblica” (1971) era mediata da una forma cinematografica altamente spettacolare, nel corso de “L’Istruttoria È Chiusa: Dimentichi” (1971) assume la forma del dramma carcerario, tagliente specchio di una società corrotta. Fin dall’inizio del film, tratto dal romanzo “Tante Sbarre. L’Uomo Venuto Dal Carcere” (1970) di Leros Pittoni, il protagonista è alle prese con l’assurdo microcosmo di una casa di detenzione. Lo spettatore è all’oscuro della sua colpevolezza, ma ciò costituisce un dettaglio meno importante, perché la vicenda trasmette un vivo sentimento di straziante claustrofobia e dimostra come chiunque, ormai prossimo all’esasperazione, sia incline a collusioni che lo favoriscano.

Musica

Un coro proveniente da un grammofono. Voci irreali. Una marcetta militare. Brandelli di musica classica. Un respiro affannoso. Onde soniche. Mentre il regista consolida la sua poetica, Ennio Morricone esalta gli ambienti tratteggiati dalla sceneggiatura mediante una partitura tra le sue più dissonanti di sempre, basata su quattro brani d’atmosfera – Memento, Ordini, Disordini ed Ergastolo – legati tra loro, in cui si ascolta davvero di tutto: bisbigli, urla, tonfi, suoni di ogni tipo che sopraggiungono improvvisi e squarciano un tappeto di archi, ottoni, fiati e percussioni. La colonna sonora de “L’Istruttoria È Chiusa: Dimentichi (The Complete Original Motion Picture Soundtrack)” (2004), pubblicata in cd dalla Dagored, contiene, inoltre, Disordini (Titoli Versioni Film) e Ordini (Versione Alternativa) che esaltano un rumorismo di matrice futurista. Un insolito esperimento, o un atipico collage sonoro, rielaborazione di alcuni materiali preesistenti.

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