Ennio Morricone – La Califfa

Ennio Morricone – 'La Califfa (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2016)

Irene Corsini (Romy Schneider), detta ‘Califfa’, è una giovane e combattiva vedova di un operaio ucciso dalle forze dell’ordine durante uno scontro sindacale. La donna s’innamora, però, di Annibale Doberdò (Ugo Tognazzi), il proprietario della fabbrica presso la quale lavorava il marito. Conquistato dalla bella lavoratrice, divenuta presto la sua amante, l’industriale muta il suo atteggiamento negativo verso i propri sottoposti, avvertendo una certa insofferenza nei confronti di quel mondo meccanicistico. Al culmine delle tensioni, l’imprenditore propone nuove forme di gestione aziendale ed è intenzionato a riaprire uno stabilimento chiuso. Il suo comportamento ‘anticonformista’ suscita una dura reazione dei potenti della Parma di metà anni Sessanta, scontenti di scelte troppo democratiche. Tale inimicizia nella cerchia della sua stessa ‘corte’ coinciderà con un finale tragico, cioè l’assassinio dell’industriale ormai ‘redento’.

L’amore, la fabbrica e la lotta di classe. “La Califfa” (1970) è credibile affresco di un’operosa provincia di un’Italia che cambia. Il film segna il debutto dietro la cinepresa di Alberto Bevilacqua, già sceneggiatore per “Seddok, L’Erede Di Satana” (1960) di Anton Giulio Majano, “La Cuccagna” (1962) di Luciano Salce o “I Tre Volti Della Paura” (1963) di Mario Bava e, soprattutto, giornalista, poeta e scrittore. Il suo omonimo romanzo (1964) il punto di partenza dell’opera, con Parma sullo sfondo, il cui quartiere Oltretorrente “divide in modo simbolico i poveri dai ricchi”. La redenzione di Annibale Doberdò, inizialmente incapace di dialogare con i propri operai, lo conduce al suo inconsapevole martirio: l’influenza di una donna forte e fiera lo induce a prendere alcune decisioni controcorrente, come investimenti antiproduttivi ma umanitari, la partecipazione generale agli utili e una differente socializzazione all’interno del luogo di lavoro.

La ristampa in vinile de “La Califfa (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2016), una release btf.it, recupera un altro lavoro di assoluto valore nella discografia di Ennio Morricone. La sua musica segue le vicende e connota le emozioni dei protagonisti a partire dall’iniziale Sangue Sull’Asfalto, che definisce i contorni di una vicenda amara, tra i rintocchi di una campana a morte, in odor di western sound come l’incipit di Fari Nella Notte, e le note del pianoforte. L’organo de La Pace Interiore, il clavicembalo di Addio Alla Fabbrica, il pianoforte di Dentro La Macchina costituiscono un crescendo di grande tensione, stemperato dal coinvolgimento dell’orchestra per le romantiche Le Donne Al Fiume e La Califfa. Un clima di grande pathos si evince anche dalla marcia per archi, mandolino e tamburi de L’Impatto, dal mistico coro de I Cantori Moderni Di Alessandroni di Requiem Per Un Operaio e dalla funerea Trittico Per Organo.

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