Ennio Morricone – Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto

Ennio Morricone – 'Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto (Colonna Sonora Originale - Premiere In Stereo)' (2007)

Pronto? Pronto, Polizia Centrale? Ma che fa? Perché non risponde? Dorme? C’è stato un delitto. Sì, c’è stato un delitto. Via del Tempio, 1. Non via del Tempo, cretino! Via del Tempio! Uno. Augusta Terzi. Interno 1. Ha capito bene? Ha scritto?

Roma, 24 agosto. Nel giorno della promozione a dirigente dell’ufficio politico della questura, il capo della squadra omicidi uccide la propria amante durante un amplesso. Anziché preoccuparsi di non lasciare tracce del delitto, s’impegna a moltiplicare sempre di più gli indizi a proprio carico, consapevole di essere praticamente insospettabile in virtù della posizione di potere che occupa. Il poliziotto finisce per agognare la propria punizione: l’unico testimone dei fatti, l’anarchico individualista Antonio Pace, non lo denuncia per poterlo ricattare. Infine, il protagonista consegna una lettera di confessione ai suoi colleghi e s’impone gli arresti domiciliari, invocando quale unica attenuante il fatto di essere stato continuamente preso in giro dalla propria vittima.

La sfida di un assassino alla giustizia. Una riflessione psicologica sul bisogno dell’uomo di una figura paterna. L’immunità tipica dell’autorità. Una digressione nell’Italia delle condanne politiche. “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” (1970) di Elio Petri, con la colonna sonora di Ennio Morricone, è uno dei capolavori assoluti del cinema italiano di tutti i tempi. Primo film di una trilogia – proseguita con “La Classe Operaia Va In Paradiso” (1971) e “La Proprietà Non È Più Un Furto” (1973) – frutto della collaborazione tra il regista e lo sceneggiatore Ugo Pirro, “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” fu proiettato per la prima volta nelle sale della penisola il 12 febbraio del 1970, incassando quasi due miliardi di lire.

Due mesi prima, presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano, esplosero cinque bombe che provocarono la morte di diciassette persone. Il 15 dicembre 1969 moriva, poi, uno dei sospettati della strage, l’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitando dalla finestra dell’ufficio del commissariato, al quarto piano, dell’edificio della questura del capoluogo lombardo. Un episodio imprevedibile che concorse al successo della pellicola, che fu oggetto di confronto politico sui giornali, complice una certa somiglianza tra il personaggio del dirigente di polizia, interpretato da Gian Maria Volonté, e la figura del commissario Lugi Calabresi, accusato dalla sinistra extra-parlamentare di essere il responsabile della morte di Giuseppe Pinelli.

Noi non siamo la gpu, noi non siamo la ss, siamo la polizia di un paese democratico. noi siamo ben felici quando POSSIAMO evitare ad un cittadino una dura condanna. poi tu sei un ragazzo, che interesse ho io a rovinarti? stai dritto! tu puoi essere marxista, anarchico, situazionista, Mao, Limpiao, tu puoi leggere il libretto rosso, ma tu puoi fare tutto quello che vuoi! tu non sei un cavallo! tu sei un cittadino democratico. E io ti devo rispettare. Ma i botti terroristici, le intimidazioni, le bombe, che minchia c’entrano con la democrazia?

Da Franz Kafka a Bertold Brecht, “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” è un film dagli svariati riferimenti culturali e artistici. Nonostante il bianco monito iniziale su sfondo nero, un pugno di frame che recita “ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale”, non mancò neppure l’incombere di una minaccia di sequestro dalle sale. Elio Petri e Ugo Pirro erano riusciti a convogliare umori affatto condiscendenti verso lo status quo all’interno di una struttura poliziesca sui generis. Memorabili le battute come « La repressione è il nostro vaccino: repressione è civiltà! » o « Sotto ogni sovversivo può nascondersi un criminale », con le gesta del movimento studentesco e gli eventi dell’autunno caldo negli occhi di tutti.

Se “La Dolce Vita” (1960) di Federico Fellini aveva sfidato i tabù sessuali, “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” provava a violare un tema altrettanto scottante degli anni Settanta, quello politico, marchiando a fuoco il nascituro genere poliziottesco malgrado la pellicola sia innanzitutto una sorta di vero e proprio apologo sul potere nei modi dell’inverted story. L’innominato commissario non che è una caricatura odiosa, assolutamente geniale nella sua bambinesca meschinità, sessuomane ma semi-impotente, sadico con i deboli, prepotente con i sottoposti e ai limiti dell’untoso con i potenti. Un profilo caratteriale e comportamentale in aperto disaccordo con il futuro stereotipo dei salomonici investigatori cinematografici.

Per liberarsi delle ombre del film, i poliziotti ‘senza paura’ adotteranno uno stile di vita austero: niente donne, disinteresse, finanche per il denaro e la carriera. Il ribaltamento coinvolgerà anche il rapporto con le autorità: colluse e ossequianti per Elio Petri, ostili e irraggiungibili negli epigoni. Permarrà la diffidenza nei confronti del potere. “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” puntava così il dito sulla corruzione del potere, proponendone una versione che intrecciava, però, il giallo con il grottesco, l’impegno politico con lo psicologico. Indimenticabile l’onirico finale, quando il commissario riceve a casa i suoi superiori che, nonostante l’evidenza delle prove, lo scagionano dalla responsabilità del delitto.

in queste fotografie è dimostrato che la vittima è stata fotografata in questo appartamento, prego controllino l’arredamento, il pavimento. qui la vittima sta esprimendo alcuni dei suoi momenti erotici che si fondono dannunzianamente con moventi di cronaca nera, che io ho sfruttato per la mia mania di fotografo dilettante da tutti conosciuta, ma io confermo la mia versione dei fatti!

Splendida e sensuale Florinda Bolkan nei panni della vittima, ma fenomenali anche gli altri caratteristi di contorno: Aldo Rendine, il fotografo Panunzio; Salvo Randone, un vecchio idraulico a cui l’assassino si rivolge per procurarsi una cravatta come testimonianza della sua colpevolezza; Gianni Santuccio, il questore; Orazio Orlando, il brigadiere Biglia; e Massimo Foschi, il marito della vittima. Numerosi i premi e i riconoscimenti per “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto”. Nel 1970, la pellicola di Elio Petri risultò vincitrice di due David di Donatello, come miglior film e per il miglior attore protagonista, e due Globo d’Oro nelle medesime categorie. Tre, invece, i Nastri d’Argento nel 1971, come miglior soggetto, attore protagonista e premio alla regia.

Nel frattempo, quando il film suscitò l’attenzione anche dei membri dell’Academy, il regista era stato già premiato a Cannes l’anno precedente, con il Grand Prix Speciale della Giuria e il premio FIPRESCI. Dopodiché, agli Oscar del 1971, fu premiato come miglior film straniero nel 1971 e, addirittura, ottenne una nomimation per la migliore sceneggiatura originale agli Oscar del 1972. La medesima inclinazione per il grottesco e l’iperbole hanno, poi, reso il connubio artistico tra Elio Petri ed Ennio Morricone uno dei più singolari e produttivi del cinema tricolore. Indimenticabile il primo contributo del compositore per il regista: la colonna sonora del curioso giallo “Un Tranquillo Posto Di Campagna” (1968), registrata con il Gruppo Di Improvvisazione Nuova Consonanza.

Oltre la sperimentazione – in un profluvio di fischi, rintocchi e sibili ai limiti di una disarmante cacofonia – il compositore romano firmerà anche gli spartiti dei politici “La Classe Operaia Va In Paradiso” e “La Proprietà Non È Più Un Furto” che dei drammatici “Todo Modo” (1976), liberamente ispirato all’omonimo romanzo (1974) di Leonardo Sciascia, e “Buone Notizie” (1979). Per “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto”, Ennio Morricone elaborò una partitura ispirata alle gesta del poliziotto sbruffone, con un tema facile suonato dal mandolino, da un pianoforte stonato e dal marranzano. Incarnava la massima semplificazione, propria di strumenti di strada con cromatismi mai assoluti. Un arpeggio che si ricorda subito.

La musica elettronica deve dare a un’orchestra un timbro, un suono che l’orchestra non ha. Il sintetizzatore non deve essere usato per imitare i vari strumenti. La ragione per usarlo dev’essere un’altra: dare a un pezzo, a una composizione un suono particolare, come l’orchestra non potrebbe fare.

La proficua contaminazione tra ambito classico e popolaresco – ad esempio il mandolino suonato come se fosse un clavicembalo – e gli inserti ritmicamente inaspettati del sax soprano e del contrabbasso elettrico divengono perciò funzionali nell’accompagnamento dei moti alterati tipici della disturbata psiche del protagonista, reso iconico dalla magistrale prestazione di Gian Maria Volonté. Stanley Kubrick fu affascinato da ciò e chiese al compositore di lavorare con lui per “Arancia Meccanica” (1971). Il regista telefonò a Sergio Leone, con il quale Ennio Morricone stava preparando “Giù La Testa” (1971), che gli diede il via libera. Il problema perché il primo non amava volare e chiedeva al secondo, poco incline dallo spostarsi da Roma, d’incidere a Londra.

Ennio Morricone, complici i vari lavori per il suo ex compagno di scuola a Trastevere, fu costretto a rinunciare. Stanley Kubrick chiamò Walter Carlos, che compose musiche del tutto diverse da quelle di stampo ‘morriconiano’. Questo uno dei pochissimi rimpianti professionali di un artista che ha lavorato con i più grandi e ha ottenuto ogni tipo di riconoscimento, compreso l’Oscar alla carriera. Eppure il Maestro, come confessato nel libro-intervista “Ennio Morricone. Lontano Dai Sogni” (2010) con Antonio Monda, ha sempre avuto bisogno di stimoli e confronti, auspicando anche correzioni da parte dei registi. Lo stesso Elio Petri, ad esempio, gli insegnò molto con uno scherzo, quando lo invitò al missaggio di “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto”.

Ennio Morricone vide il film con altri brani, sempre sue composizioni, tratte da “Comandamenti Per Un Gangster” (1968) di Alfio Caltabiano, che non c’entravano praticamente nulla con il film. Il compositore stentava a crederci, ma era pronto ad accettare la decisione del regista, che utilizzava comunque qualcosa di suo. Dieci minuti dopo, il regista accese la luce e gli rivelò lo scherzo. Il compositore ne rimase colpito nel profondo, perché Elio Petri aggiunse che la partitura che aveva composto per la sua pellicola era tra le più belle di sempre. Fu una grande lezione, poiché Ennio Morricone capì come mai prima di allora che il regista è pur sempre il padrone ultimo del film e, fino a prova contraria, il musicista resta in qualche modo al suo servizio.

Con poche note, e scarni interventi strumentali, emergevano le ossessioni di una personalità dissociata: l’ingresso del protagonista nella prima sequenza, dopo il silenzio dei titoli di testa, è accompagnato da Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto (Titoli). Un numero ridotto di suoni codificava gli sviluppi di una ricerca sull’essenzialità del suono. Un tema ostinato, basato su archi e pianoforte, sui quali s’inserisce l’ironia del marranzano, tipico della tradizione siciliana. La marcetta popolaresca, dalla sbilenca accentuazione metrica nel finale, contribuisce in modo determinante alla riuscita della pellicola ed è brevemente ripresa, con l’apporto di un ritmo ossessivo di basso e clavicembalo in Ripresa L’Indagine e Indagine Insabbiata.

Due brani sottofondo di frammenti cult, come quando tra tutti gli abitanti del condominio di via del Tempio 1, il personaggio dal volto di Gian Maria Volonté nota l’anarchico, interpretato da Sergio Tramonti, incrociato mentre usciva dal cancello dopo l’omicidio dell’amante; oppure il momento in cui il dirigente dell’ufficio politico si presenta dai suoi superiori con l’intenzione di costituirsi. La similare Indagine accompagna, invece, la sequenza in cui si fa il bilancio delle scritte cancellate dai muri della città: nel 1948 furono 2000 quelle inneggianti a Iosif Stalin, 50 a Vladimir Lenin, 1000 a Palmiro Togliatti, 30 al maresciallo Tito, 300 al Duce e 411 all’Uomo Qualunque. Dati in linea con le opinioni politiche degli italiani durante la Guerra Fredda.

Batteria e percussioni si sovrappongono a clavicembalo e archi per un’armonia sfuggente in Miraggio, Miraggio Secondo e Miraggio Terzo. Un trittico di brani che sottolineano i flashback in cui il protagonista rivive i momenti della bizzarra storia d’amore con la donna: la finta telefonata per denunciare un furto, la critica per il look poco curato o la stesura di una finta lettera di congedo. In conclusione, il tema principale è ripreso negli intermezzi atmosferici, Taglio Primo e Taglio Secondo, che rimarcano le scene in cui il personaggio principale rientra in casa e nasconde i gioielli sottratti ad Augusta Terzi, oppure registra la telefonata in cui chiede al commendatore di mettere sotto inchiesta l’intera squadra omicidi. Il depistaggio: il più classico dei classici.

Nonostante l’impatto sonoro, l’intera colonna sonora è stata stampata per la prima volta a distanza di dieci anni dall’uscita della pellicola. Furono le etichette Cerberus Records e Général Music France a pubblicare “Investigation Of A Citizen Above Suspicion” (1981) ed “Enquête Sur Un Citoyen Au-Dessus De Tous Soupçons” (1982) con una simile copertina in Inghilterra e Francia. In seguito, “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” (1984) divenne finalmente disponibile anche in Italia, grazie all’iniziativa della Cinevox, che la pubblicò per la nota serie Ciak. All’alba del nuovo secolo, fu invece Dagored a offrirne un’ulteriore ristampa (2001) in vinile.

Dopodiché, toccò ancora alla Cinevox immettere sul mercato il prodotto ancora oggi più completo fra tutti, cioè il cd “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto (Colonna Sonora Originale – Premiere In Stereo)” (2007), impreziosito da ben sette inediti. Si tratta di un’edizione che conta venticinque tracce, accuratamente rimasterizzate da Daniel Winkler e Claudio Fuiano, che, probabilmente, costituiscono oggi il miglior modo per ascoltare le idee in note di Ennio Morricone, affidatosi a Bruno Nicolai per la direzione dell’orchestra. Infine, la ristampa (2015) per il quarantennale del film, a cura dell’AMS, con poster, nuova copertina apribile e tracklist ad hoc.

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