Ennio Morricone – Il Sorriso Del Grande Tentatore

Ennio Morricone – 'Il Sorriso Del Grande Tentatore (Colonna Sonora Originale)' (2015)

L’agnostico Roberto Solina (Claudio Cassinelli) è invitato da monsignor Badenski (Arnoldo Foà) a scrivere un memoriale che lo discolpi davanti ai suoi superiori. L’ecclesiastico polacco, ospite di un istituto religioso a Roma, è accusato di aver parteggiato per i nazisti. La struttura gestita dalla severa suor Geraldine (Glenda Jackson) ospita altri reclusi in cerca di espiazione, oppressi dai sensi di colpa, tra cui un prete progressista; un vescovo che ha appoggiato Fidel Castro; un teologo ortodosso; un nobile che ha avuto una relazione con la propria sorella. La superiora ricorre a una terapia di redenzione per ogni peccatore, fondata su digiuni, mortificazioni, confessioni individuali e comunitarie, con il supporto di un gesuita (Adolfo Celi). La presenza dello scrittore, che contesta i metodi di suor Geraldine, il suicidio del principe, l’abbandono e il ritorno di alcuni ospiti mettono a nudo il clima di ambiguità che permea il convitto.

Descrizione

“Il Sorriso Del Grande Tentatore” (1974) di Damiano Damiani – già occhio dietro la cinepresa per “La Moglie Più Bella” (1970), “Confessione Di Un Commissario Di Polizia Al Procuratore Della Repubblica” (1971) e “L’Istruttoria È Chiusa: Dimentichi” (1971) – è un ‘claustrofobico’ e drammatico film. Gli strani incontri del protagonista rivelano poco alla volta la sua personalità opprimente e, soprattutto, l’ossessione per quel mito di perfezione e santità. Viceversa, suor Geraldine vede in Rodolfo Solina un nemico, lo spirito libero e indipendente che può distogliere i suoi ‘protetti’ dal faticoso cammino della redenzione morale. La comunità si disgrega, però, solo apparentemente. Il prete operaio, il vescovo cubano e gli altri fuoriusciti si rendono presto conto che è meglio la ‘terapia di gruppo’ che l’effettiva libertà del mondo esterno in cui, a causa della profonda influenza della chiesa sulle loro coscienze, si sono ormai disadattati a vivere.

Musica

Al tempo della stesura, Ennio Morricone la definì la migliore partitura mai scritta. Sperimentale e ad alta intensità. La ristampa in vinile de “Il Sorriso Del Grande Tentatore (Colonna Sonora Originale)” (2015), a cura di The Omni Recording Corporation e The Roundtable, offre allo spettatore le sue complesse orchestrazioni e gli ossessivi cori. Tra sacro e profano, la prima delle due versioni della raccolta Veni Sancte Spiritus evolve poco alla volta in un ritmo forsennato, sostenuto dalla batteria. La seconda è scandita dal basso e, in sincronia con i canti in latino, accompagnata dall’organo. Un tratto in comune con Lauda Sion. Le medesime voci, scomposte o meno, ritornano ipnotiche sia durante la sospesa Victima Paschali Laudes che in Dies Irae, con il contributo delle percussioni. Il compositore si cimenta, inoltre, con un ‘recupero’ della Sinfonia N. 9 di Ludwig Van Beethoven, ovvero Con Serena Gioia, e l’oscurità di Stabat Mater.

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