Ennio Morricone – I Pugni In Tasca (Fists In The Pocket)

Ennio Morricone – 'I Pugni In Tasca (Fists In The Pocket) (Original Soundtrack)' (2015)

Quattro fratelli vivono con la madre cieca in una vecchia villa in provincia di Piacenza. Augusto (Marino Masè), il maggiore, conduce una vita triste e ipocrita, Leone (Pier Luigi Troglio) è handicappato, Alessandro (Lou Castel) soffre di epilessia ed è molto legato a Giulia (Paola Pitagora). Le ristrettezze economiche ostacolano la realizzazione dei sogni del fratello minore. Alessandro elimina il genitore e, durante il funerale, confessa il delitto a Giulia. Neppure l’incontro con una prostituta e l’interesse che cerca di suscitare in una ragazza lo sollevano dal suo stato di scontentezza e di solitudine. Quando Alessandro uccide anche Leone affogandolo nella vasca da bagno, Giulia, sconvolta, cade lungo le scale e rimane invalida. Augusto vorrebbe lasciare la villa, ma Alessandro lo ricatta, rivelandogli la verità. Durante uno dei suoi stati di esaltazione, quest’ultimo è colto da un attacco epilettico. Giulia ignora le ripetute invocazioni d’aiuto del fratello.

Un attacco al potere. Rabbia contro la famiglia, il cattolicesimo e le altre colonne portanti della borghesia italiana. Rifiutato dalla Mostra di Venezia, e costruito con materiali autobiografici, “I Pugni In Tasca” (1965) è il crudele esordio di Marco Bellocchio alla regia. Simbolo di una nuova generazione e di una sorta di ‘immaturità’ quale rivendicazione di una diversità Un’opera che, a distanza di oltre cinquant’anni, conserva intatta la propria modernità e carica corrosiva, in linea con la lezione neorealista. Un film in equilibrio tra adesione e distacco dalla folle lucidità del protagonista: il cineasta prefigura così umori sessantottini come l’amore e l’odio nei confronti dei propri genitori, l’entusiasmo per la vita e un’attrazione nei confronti della morte, il furore impotente e la violenza profanatoria, oltre a quella strisciante rassegnazione di chi è confinato in una claustrofobica provincia senza speranza e, paradossalmente, ne diviene l’incarnazione.

I vocalizzi di Maria Rigel Tonini tra le costanti della colonna sonora di Ennio Morricone, stampata per la prima volta in vinile dalla Dagored. Il compositore ha creato raffinati suoni rarefatti e quasi magici, talvolta misteriosi e ossessivi, da associare alla voce del soprano in orbita RCA, per commentare l’atmosfera di amore e morte. Una manciata di note, alternativamente di arpa, campane, celesta e violini, lo sfondo di brani quali I Pugni In Tasca, Chiuso Nel Bagno, Stranissimi Giochi, Non È Un Dramma, I Pugni In Tasca (Finale), mentre I Pugni In Tasca (#2) offre all’ascoltatore una drammatica variante per archi, introdotta dal clavicembalo. Quattro le vie di fuga ‘alternative’ tra i solchi de “I Pugni In Tasca (Fists In The Pocket) (Original Soundtrack)” (2015): I Pugni In Tasca (Lounge Music #1), I Pugni In Tasca (Lounge Music #2), I Pugni In Tasca (Lounge Music #3), I Pugni In Tasca (Lounge Music #3) e I Pugni In Tasca (Twist) addolciscono la vicenda.