Ennio Morricone – I Crudeli

Ennio Morricone – 'I Crudeli (Music From The Original Motion Picture Score)' (2015)

Un western tanto affascinante quanto atipico. “I Crudeli” (1967), girato a distanza di dodici mesi dal celebre “Django” (1966), è parte della filmografia più personale ed eccessiva di Sergio Corbucci, con scene ad alta tensione – la sequenza del massacro del reggimento è tra le stragi cinematografiche più violente dei western tricolori, seguita qualche anno dopo dall’apertura de “Il Mucchio Selvaggio” (1969) di Sam Peckinpah – che lo distanziano da pellicole coeve ambientate durante il periodo della storia americana successivo alla guerra civile. Il grande architetto dell’opera fu il produttore Albert Band, alias Alfredo Antonini, già regista, con Anthony Wileys, meglio noto come Mario Sequi, del misconosciuto “Gli Uomini Dal Passo Pesante” (1965). Il soggetto de “I Crudeli”, firmato dallo stesso Alfredo Antonini e da Ugo Liberatore, non è soltanto ‘simile’ a quello del suo predecessore, perché fa leva sul medesimo romanzo “Guns Of North Texas” (1958) di William Cook. Una prima differenza giace, però, nell’occhio di Sergio Corbucci dietro la cinepresa. La seconda è l’assenza di un eroe maschile positivo.

Una carovana di nordisti incontra Kitty (Maria Marin), una sedicente vedova, che trasporta una bara. All’interno non c’è il defunto marito, ma armi e alcolici. Le giacche blu cadono in un agguato, trucidate dal colonnello Jonas (Joseph Cotten) e dai suoi figli, Ben (Julián Mateos), Jeff (Gino Pernice) e Nat (Ángel Aranda), i c.d. ‘The Hellbenders’, sudisti in cerca di rivincite e, soprattutto, di denaro per riorganizzare la Confederazione. Il viaggio riprende sotto mentite spoglie, con il presunto corpo del generale Allen nella bara. Durante un tentativo di fuga, Kitty muore per mano di Jeff: sarà sostituita da Claire (Norma Bengell), una giocatrice d’azzardo, costretta con l’inganno. La sua presenza crea malumori tra i fratelli. È il preludio all’implosione. Una sosta improvvisa al Forte Brent e l’intervento del sergente Tolt (Julio Peña), ex aiutate del generale Allen, mettono a rischio la spedizione. Claire, scoperta la verità, impone la sepoltura del ‘marito’ tra le mura del fortino. Jonas fa recuperare la bara, ma non è quella giusta. La discordia, l’intervento di un ladruncolo e quello degli indiani distruggono la famiglia criminale.

Pregevole la partitura di Ennio Morricone, che esalta l’intensità drammatica della vicenda. I rulli di tamburi e gli assoli di tromba rimandano, infatti, al contesto da guerra civile. Le atmosfere angoscianti caratterizzano, invece, le azioni violente dei personaggi. L’apertura de “I Crudeli (Music From The Original Motion Picture Score)” (2015), una ristampa Bella Casa, è affidata alla title-track, con una tromba più compassata rispetto quella squillante delle colonne sonore per la ‘trilogia del dollaro’ e il supporto de I Cantori Moderni Di Alessandroni sullo sfondo. Note ostinate di pianoforte, più alcuni ricami di chitarra elettrica, evidenziano la tensione latente di Prima Dell’Assalto. Nuovi echi militareschi in Un Monumento, con la tromba e il coro protagonisti durante le sequenze di morte. Minacciosamente Lontano, mix di contrabbasso, rapide percussioni e fiati occasionali, fa il paio con La Congiura. I suoi tre minuti ellittici sono seguiti dalla simile Dopo La Congiura, con l’aggiunta della chitarra elettrica. Lo schema compositivo è replicato nel corso della misteriosa Attesa Del Nulla, con gli archi in primo piano.

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