Ennio Morricone – Gli Occhi Freddi Della Paura

Ennio Morricone – 'Gli Occhi Freddi Della Paura (Original Motion Picture Soundtrack)' (2014)

Peter (Gianni Garko) e la fidanzata Anna (Giovanna Ralli) sono sequestrati da due delinquenti penetrati in casa. Lo scopo dei criminali è uccidere il padre di Peter, il giudice Badel (Fernando Rey). Il più anziano dei due criminali (Frank Wolff), già condannato a quindici anni di detenzione dal magistrato è intenzionato a sbarazzarsene non appena metterà piede nell’abitazione, facendola saltare in aria mediante un congegno esplosivo. Peter e Anna cercano invano sia di mettersi in contatto con l’esterno che di evadere dalla prigione ‘familiare’ finché, giunto alla disperazione e dopo aver davvero tentato il tutto per tutto, il ragazzo riesce a provocare un corto circuito. L’abitazione piomba così nella più completa oscurità. Peter riesce a scampare ai propositi del delinquente che, invece, rimarrà ucciso, come il complice e la malcapitata Anna, dopo una spietata lotta. Il giovane, unico sopravvissuto, attenderà sanguinante l’atteso ritorno del padre.

Un intreccio semplice e psicologico, la cui azione coinvolge cinque personaggi, un dialogo limitato e una scenografia basata su pochi ambienti, costruita a Cinecittà in scia ai disegni di Enzo G. Castellari. “Gli Occhi Freddi Della Paura” (1971) è un thriller atipico, ambientato esclusivamente in interni. Il film deve molto a “Ore Disperate” (1955) di William Wyler, per la segregazione di vittime e carnefici in un luogo chiuso, così come ai coevi “Gli Occhi Della Notte” (1967) di Terence Young e “Festa Per Il Compleanno Del Caro Amico Harold” (1970) di William Friedkin. Attraverso le poche scene, viceversa, girate in esterni, il cineasta dei futuri polizieschi “La Polizia Incrimina, La Legge Assolve” (1973), “Il Cittadino Si Ribella” (1974) e “Il Grande Racket” (1976) enuncia, invece, una cornice tematica contestataria – con riprese di rivolte studentesche e scontri tra bande di biker – ideale per ‘chiudere’ poi protagonisti e antagonisti nelle stanze della narrazione.

Dissonante e sperimentale la colonna sonora di Ennio Morricone, eseguita dal Gruppo Di Improvvisazione Nuova Consonanza, unica collaborazione con il regista romano. La release in vinile a cura della Dagored annovera brani dal retroterra jazz e altri atonali e sospesi. Mentre il ritmo di Seguita, Evaporazione, Ritorno All’Inizio, Urla Nel Nulla e Folle Folle è dettato dal basso e dal pianoforte e contraddistinto da interventi di chitarra wah wah e tromba, i campanelli, le percussioni, i rumori e i sibili, in linea con la temperie musicale di allora costituiscono la materia prima delle allucinazioni e delle paure emergenti da Gli Occhi Freddi Della Paura, Notte E Misteri, Evanescente e Dal Sogno E Ritorno. La tracklist de “Gli Occhi Freddi Della Paura (Original Motion Picture Soundtrack)” (2014) annovera, inoltre, una suite, Medley In Eight Parts “Gli Occhi Freddi Della Paura”, una sorta di compendio delle due anime di una notevole partitura.

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