Ennio Morricone – Amanti D’Oltretomba

Ennio Morricone – 'Amanti D'Oltretomba' (2016)

Stephen (Paul Müller) è uno studioso di scienze occulte e, soprattutto, un uomo senza scrupoli: dopo aver scoperto il tradimento, tortura e uccide la moglie Muriel (Barbara Steele) e il suo amante, il giardiniere David (Rik Battaglia), per entrare in possesso dell’ingente patrimonio della prima, al fine di continuare i suoi bizzarri esperimenti. In punto di morte, la donna gli rivela, però, che il testamento prevede che le sue ricchezze siano affidate alla sorella, Jenny. Deciso a entrare in possesso dell’eredità, Stephen riesce a sposarla con l’obiettivo di farla successivamente impazzire e interdire. Coadiuvato dalla sua assistente e amante Solange (Helga Liné), ringiovanita grazie a una serie di iniezioni di sangue di Muriel, Stephen procede con il suo, piano, ma i corpi della stessa e di David vagano ancora per il castello, pronti a compiere la loro vendetta. Jenny, invece, è salvata dal suo medico, Derek, che uccide Stephen e Solange.

Diretto da Mario Caiano, reduce da vari peplum, “Amanti D’Oltretomba” (1965) è un piccolo ‘classico’ del contaminato filone gotico made in Italy. Un horror ancora in bianco e nero, girato a Villa Parisi a Frascati e all’interno degli studi De Paolis a Roma, dall’atmosfera morbosa, che ingloba in parte i canoni del genere, valorizzato dall’appropriata fotografia di Enzo Barboni, in futuro dietro la cinepresa per il fagioli western “Lo Chiamavano Trinità” (1970). Un progetto in scia ai lavori seminali di Mario Bava e, soprattutto, ispirato dalla lettura del racconto “Il Cuore Rivelatore” (1843) di Edgar Allan Poe. Singolare anche la prova di Barbara Steele, abilissima nello sdoppiarsi sul set, interpretando le sorelle Muriel e Jenny, due personalità così opposte e in contrasto fra loro da compensarsi a vicenda. Un’adultera che ritorna dal regno dei morti per una rivincita. E un’angelica, se non ingenua, vittima del mondo dei vivi.

Memorabile l’unica incursione di Ennio Morricone in ambito gotico, ristampata in vinile da Overdrive Records. La colonna sonora di “Amanti D’Oltretomba” (2016) è introdotta dall’omonimo tema per pianoforte e archi, utile per commentare le sequenze romantiche della protagonista della pellicola. La prima suite Contrappunto Tragico è, invece, un cupo e imperioso crescendo per archi e organo da chiesa, strategico per descrivere macabre scene. Disturbante la seconda lunga composizione, Distesi, spettrale la terza, Per Organo E Ottoni. Il vero capolavoro è, però, il bordone Dall’Oltretomba: cinque minuti dissonanti che anticipano di decadi gli sviluppi della musica contemporanea. Una manciata di note monofoniche suonate in modo continuo evocatrici di un’atmosfera asfissiante. La voce di Edda Dell’Orso e, presumibilmente, il coro de I Cantori Moderni Di Alessandroni gli architravi vocali del curioso esperimento beatless Spettri.