Dream 2 Science – Dream 2 Science

Dream 2 Science – 'Dream 2 Science' (2012)

1990, notti magiche sia per gli italiani che per tutti quelli che acquistarono la prima stampa di “Dream 2 Science”. Realizzato da Dream 2 Science – uno degli alias dell’illuminato Ben Cenac, dj nella frenetica e frizzante New York del decennio precedente e membro dei Positive Messegner (divenuti poi Newcleus) – fu pubblicato per conto della Power Move Records (1990). Il suo talento, era cresciuto sin da quando aveva cominciato a registrare i propri primi, forse grezzi, esperimenti sonori – ricorrendo a un paio di drum machine e una coppia di registratori a cassetta – raggiungendo una complessità maggiore con la partecipazione di vocalist d’eccezione, da Nique D a Lady E, quest’ultima destinata poi a convolare a nozze con lo stesso Ben Cenac. Non particolarmente addentrato all’interno della realtà locale, il produttore della Grande Mela finirà per essere trascurato dalle cronache dell’epoca.

Il resto è storia recente, perché Ben Cenac non è stato affatto dimenticato dalla lungimirante Rush Hour Recordings, che ha ri-pubblicato anche un altro classico quale “I’m In Love” (2012) delle Sha-Lor, scritta originariamente proprio dal newyorchese. L’altra ristampa segue una precisa linea editoriale iniziata con il ripescare lavori, talvolta inediti di Anthony Shakir, Gene Hunt, Kenny Larkin, che hanno scritto notevoli pagine di storia tra Detroit e Chicago. Il nuovo vinile è un atto dovuto non solo nei confronti di chi lo ha a lungo e pazientemente atteso, scegliendo di rinunciare sia alla partecipazione ad aste on-line che a spendere cifre considerevoli per una copia usata, ma è un tributo soprattutto per Ben Cenac che, probabilmente, non ha ricevuto negli anni gli opportuni riconoscimenti per le sue numerose produzioni.

Tra deep house, garage ed echi jazz, “Dream 2 Science” (2012) era ed è un 12” tanto seminale quanto sperimentale, davvero senza tempo: una sensazione del genere la si prova, in maniera concreta, sin dai primi robusti accordi di My Love Turns To Liquid, splendidamente accompagnati dalla sensuale voce di Vai Cee, annoverabile quale uno dei suoi punti di forza, così come gli altri vocal cuts a cura di Buster Fhott. Durante l’ascolto di questa traccia, cresce ed è irrefrenabile la voglia di spostare le lancette indietro nel tempo, mentre il proprio corpo è intento ad assorbire come una spugna ogni singola vibrazione emessa dalla puntina del giradischi, specie se amplificata dal giusto impianto stereo. La medesima sensazione emerge, poi, dalle analogiche melodie della successiva Breathe Deep. Senza punti deboli.

Accattivante e romantica, sul piano dello stile, Mystery Of Love segue il canovaccio sin qui espresso, ma se distacca da un punto di vista lirico, mettendo da parte quella componente dichiaratamente a sfondo sessuale di My Love Turns To Liquid – «just touch me gently and my love will show/that I’m yearning to feel you» – a favore di un «time is not on our side, baby», che lascia forse sottintendere una qualche forma di rinuncia per una storia d’amore impossibile. Gli occhi si chiudono e la mente non può che elaborare solo immagini di spiagge incontaminate in prossimità di acque cristalline. Sogni di paradisi tropicali che sfoggiano non solo una propria flora e fauna, ma bellezze locali in costume, la cui pelle è riscaldata dai raggi di un caldo Sole. Desiderarle diviene, praticamente, un che di istantaneo con la seducente How Do I Love Thee.

In scia, la celebrale Liquid, che rappresenta una sintesi, a partire ovviamente dal titolo, di My Love Turns To Liquid, di cui ne riprende parzialmente gli intricati suoni derivanti da una sapiente programmazione delle drum machine. Scontato aggiungere che se Ben Cenac avesse rilasciato altro materiale del genere, magari pubblicizzato al meglio, la storia della musica house avrebbe potuto essere diversa da come la si tramanda. In chiusura, il geniale artista di Brooklyn incastona la gemma di una vita, impreziosita dalle sue meravigliose note al pianoforte, supportate da una tangibile linea di basso. La forza di gravità viene improvvisamente meno. Pelle d’oca a tratti, per fluttuare verso spazi indefiniti, cogliendo da una parte il senso di Dream 2 Science e, dall’altra, scorgere tutta la sua mai sopita grandezza. Da riscoprire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.