cv313 – Analogue Oceans

cv313 – 'Analogue Oceans' (2018)

Il suono dell’acqua è profondo, la sua forma è serpentina, il suo colore è verde e lo si ode sopratutto nel mugghiare del mare.

Quattro tracce, più due ore di musica. Dub techno ispirata, in primis, dai movimenti ondulatori degli oceani causati dall’azione del vento, il cui soffio colpisce le particelle d’acqua che oscillano attorno alla propria posizione, generando increspature che, poco alla volta, si trasformano in onde. Le particelle d’acqua descrivono, ulteriormente, movimenti circolari che diventano più piccoli all’aumentare della profondità, fino a scomparire del tutto. Il parallelismo con i brani di Rod Modell e Stephen Hitchell è tanto evidente quanto suggestivo. Le creazioni del duo cv313 sono, spesso, caratterizzate da uno stato di agitazione costante, con creste e flutti che salgono e scendono, mentre onde ‘sonore’ s’infrangono su una superficie eterea. È un moto senza fine.

Analogue Oceans” (2018) è l’ennesima ottima release a cura della echospace [detroit] che, in parallelo, rilancia il pensiero di Inayat Khan che, tra le prime pagine de “Il Misticismo Del Suono” (1923), precisava anche come una vibrazione potesse causare diversità di toni e, nel mondo degli atomi, diversità di colori. “Raggruppandosi insieme le vibrazioni diventano udibili e si moltiplicano man mano che si avvicinano alla superficie e avanzando si materializzano”, spiegava l’indiano. “Il suono da alla consapevolezza l’evidenza della sua esistenza benché, in verità, sia la parte attiva della conoscenza stessa che si trasforma in suono. Colui che conosce diviene cosciente di se stesso, cioè la consapevolezza fa da testimone alla sua voce. Così il suono attrae l’uomo”.

Lo stesso “può produrre effetti gradevoli o sgradevoli sia sul corpo che sulla mente umana e ha un effetto curativo, così come erbe o medicinali che a loro volta hanno la loro origine nelle vibrazioni”. È il mistico incipit dell’insegnamento sufista. “L’uomo non è soltanto formato da vibrazioni, ma vive e si muove in esse; queste lo circondano come il pesce è circondato dall’acqua e l’uomo le contiene come un serbatoio contiene l’acqua stessa”. “Il suono dell’acqua corrente, di ruscelli montani, il piovigginare e picchiettare della pioggia, il suono dell’acqua che scorre da una brocca in un vaso, da una bottiglia in un bicchiere, tutti questi suoni hanno un effetto gradevole e allegro e rendono inclini a fantasticare e a sognare, destano l’immaginazione, l’affetto e le emozioni”.

Non è casuale che Inayat Khan si distinse anche come musicista. “Analogue Oceans” è caratterizzato, inoltre, dalla particolare scelta dei titoli dei brani che, con buona dose di fantasia, prendono in esame l’attività geologica terrestre: Analogue Oceans [Current I] Divergent, Analogue Oceans [Current II] Convergent e Analogue Oceans [Current III] Transform si riferiscono al movimento delle placche che costituiscono l’involucro solido esterno della Terra, la litosfera, che crea tre tipi di margini tettonici, convergenti, divergenti e trasformi. I margini convergenti si generano quando una placca oceanica si immerge al di sotto di una massa continentale. I margini divergenti provocano la separazione di due o più placche. I margini trasformi innescano terremoti.

Il battito di Detroit e il ruggito del mare. Suoni e località separate da oltre seicento miglia. Pulsioni elettroniche e registrazioni dal vivo. Musica che si spinge oltre i confini dello spazio, realizzata tra il 2012 e il 2013, e che fa propri alcuni frammenti ‘oceanici’ raccolti tra il Giappone e le Hawaii. Il primo cd di “Analogue Oceans” è un continuum dall’afflato visionario, con oltre settanta minuti da ascoltare preferibilmente al buio, quasi senza pause. Gli esperimenti sono limitati, tra variazioni a intervalli regolari e melodie eteree. La struttura ritmica è tanto imponente quanto ridotta al debito calibro, pronta per essere sottoposta a un nuovo editing a cura di Stephen Hitchell: è il caso di Analogue Oceans [Variant’s Conduction], un’altra ora di loop ipnotici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.