Claudio Simonetti – Demoni

Claudio Simonetti – 'Demoni (Original Soundtrack)' (2015)

Solo per cinefili. Nel ventre della metropolitana di Berlino, uno strano individuo mascherato distribuisce volantini che pubblicizzano l’apertura di una nuova sala cinematografica. Numerosi ignari invitati, incuriositi dall’evento gratuito, occupano volentieri posto tra le rosse poltroncine del Metropol.

Nell’atrio del cinema, è esposta una maschera di metallo, prima dello spettacolo, un’esuberante ragazza decide d’indossarla, ma si graffia il volto. Dopo un malore in bagno, la ferita la trasformerà in un essere feroce e immondo, pronto a infettare uno a uno gli spettatori chiusi all’interno di un ambiente senza uscite.

Primo spettacolo: un horror, con protagonisti alcuni ragazzi che profanano la tomba di Nostradamus. All’interno, un’altra curiosa maschera e un profetico ammonimento: i demoni faranno dei cimiteri le loro cattedrali e delle città le tombe degli umani. La proiezione s’interrompe al suo culmine: ha inizio il vero contagio.

Prodotto da Dario Argento, “Demoni” (1985) è il capolavoro della filmografia di Lamberto Bava, figlio del celebre Mario Bava, pioniere dell’horror made in Italy. Costato oltre quattro miliardi di lire e girato in nove settimane, il film non riserva particolare cura nei dialoghi, non spicca per i personaggi, ma è incalzante e, poco alla volta, colleziona gli effetti speciali curati da un genio quale Sergio Stivaletti.

Orgia di sangue e budella, “Demoni” riscosse ottimi incassi al botteghino nonostante il divieto ai minori di diciotto anni. Scevra della critica sociale di “Zombi” (1978) di George Romero, la pellicola è presto divenuta un cult dai tratti splatter, anticipando le teorie sugli infetti di “28 Giorni Dopo” (2002) di Danny Boyle.

I protagonisti di “Demoni” sono Natasha Hovey, poi in “Compagni Di Scuola” (1988) di Carlo Verdone, Urbano Barberini, oggi assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Tivoli, e il futuro regista Michele Soavi, l’uomo mascherato. Neppure la morte di quest’ultimo sancirà la fine dei colpi di scena di un film grottesco e provocatorio.

Tra gli altri attori, menzioni obbligatorie per Vincent Price, il cieco accompagnato da una giovane fedifraga; la splendida ex bambina diabolica del thriller all’italiana, Nicoletta Elmi, maschera del Metropol; Fiore Argento, figlia d’arte, una delle sventurate vittime; il caratterista Bobby Rhodes nei panni del pappone.

“Demoni”, tra gli ultimi successi internazionali del cinema dei ‘mondi neri’ made in Italy, annovera l’interessante colonna sonora di Claudio Simonetti. Registrata presso lo studio Acquario, si fonda quasi interamente su una nuova generazione di sintetizzatori come Yamaha DX7, E-mu Emulator II, PPG Wave 2.3 e la batteria elettronica Linn 9000.

Rese più potenti sullo schermo dal Dolby Stereo, le composizioni dell’ex tastierista dei Goblin sono affiancate da brani hard rock e metal di Mötley Crue, Billy Idol, Go West, Saxon, Rick Springfield, Scorpions, Adventures e Accept. Un modello ‘compilation’ che aveva funzionato in “Phenomena” (1985) di Dario Argento.

All’interno dell’edizione cd (2003), e della ristampa in vinile su Deep Red (2015), trovano spazio le curiose demo delle tracce principali, cioè Dèmon e Killing, affiancate anche da altre due versioni di Dèmon: suonata dal vivo dai Daemonia al ProgWest Festival di Los Angeles del 2002 e il remix elettronico per l’album “Simonetti Horror Project” (1990).

Percussioni tambureggianti, fughe d’organo, effetti sonori e vocali dance, Dèmon segna non solo l’inizio e la fine a tutto volume della pellicola, ma è spesso ripresa in varie sequenze. Un brano efficace, ormai un classico del musicista romano, da tramandare ai posteri anche attraverso il videoclip firmato dal già citato Michele Soavi.

In “Demoni (Original Soundtrack)”, parte dell’ “Horror Box” (2015), non mancano neppure riferimenti colti alla musica classica sono presenti anche in Cruel Demon, con una venatura di angoscia. Micidiale Killing dal groove più rock: ritmica implacabile e riff di chitarra a cura di Massimo Morante, altro ex Goblin poiché, a seguito di vicende alterne, la band era ‘ridotta’ a un solo membro originario, il bassista Fabio Pignatelli.

Atmosfera più calma in Threat, scandita dai suoni eterei delle tastiere, e nella dissonante The Evil One, scandita da un beat cardiaco. Il crescendo melodico sinteticamente moderno di Out Of Time è, invece, una traccia non utilizzata nel film: diverrà il tema principale di “Morirai A Mezzanotte” (1986), ancora di Lamberto Bava.

Al di là dell’intreccio discontinuo, della pièce teatrale dell’assurdo, del prevedibile epilogo e del massacro a tratti gratuito, un quintetto di tracce in grado di resistere alla prova del tempo. Trent’anni dopo, il binomio composto da “Demoni” e Claudio Simonetti è più solido che mai. Neanche la maschera maledetta può scalfirlo.

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