Carlo Rustichelli – I Lunghi Capelli Della Morte

Carlo Rustichelli – 'I Lunghi Capelli Della Morte (Colonna Sonora Originale)' (2018)

Alla fine del XV secolo, in un villaggio, Adele è rinchiusa in una cella con l’accusa di stregoneria. La donna ha due figlie: la più piccola di nome Lisabeth (Halina Zalewska) e la più grande Helen (Barbara Steele). Mentre la loro madre è arsa sul rogo, lancia una maledizione contro i suoi aguzzini, il conte (Jean Rafferty) e suo figlio Kurt (Giorgio Ardisson): la peste colpirà il villaggio e la loro dinastia si concluderà nell’ultimo giorno del 1499. Helen cade, in seguito, da un dirupo dopo essere stata inseguita dal conte. I resti delle vittime sono sepolti insieme. Quando la terribile malattia inizia a mietere vittime, Kurt è in procinto di sposare Lisabeth. La vita della comunità è, inoltre, turbata dall’arrivo di una misteriosa donna, identica a Helen, il cui nome è Mary (Barbara Steele). Il conte muore all’improvviso di crepacuore. Kurt è, invece, stregato dalla donna. Quando crede di aver avvelenato Lisabeth, Mary gli rivela che non è affatto deceduta.

Le streghe, la peste e l’apocalisse. “I Lunghi Capelli Della Morte” (1964) è un classico del gotico all’italiana. La terza incursione di Antonio Margheriti nel filone inaugurato da “I Vampiri” (1957) di Riccardo Freda e da “La Maschera Del Demonio” (1960) di Mario Bava è un concentrato degli archetipi di un genere sviluppato in bianco e nero: il macabro castello, le cripte con sarcofagi di pietra, le profezie, le maledizioni e il fascino dell’attrice feticcio del filone, da cui deriva la morbosità di alcune situazioni. Il regista è, però, abile nel centellinare l’elemento fantastico, elaborando con Ernesto Gastaldi una sceneggiatura che, al netto dell’ambiguità della vicenda, lo riduce a condizione narrativa in cui taluni elementi sovrannaturali hanno persino una spiegazione razionale. Gli intrighi di corte e le passioni hanno, invece, un che di shakespeariano: inevitabile assassinare chiunque possa intralciare le ambizioni dinastiche e gli appetiti sessuali.

La tetra atmosfera è delineata dallo score orchestrale di Carlo Rustichelli, pubblicato per la prima volta in vinile dalla Dagored. Un commento musicale introdotto dalla title-track, con percussioni di tamburo e rintocchi di campane, utili per sviluppare un tema drammatico, ripreso in forma di requiem in Verso Il Rogo, Verso Il Rogo (Parte II) e Il Rogo Della Strega. Il compositore ha, poi, creato una serie di atmosfere tensive quali La Maledizione, Passaggio Segreto, Allucinanti Visioni e Mente Malvagia ma, tra le pieghe de “I Lunghi Capelli Della Morte (Colonna Sonora Originale)” (2018), è possibile scorgere anche la danza pagana La Fine Di Kurt, conclusa con una breve ripresa del motivo principale. Meravigliosi anche frammenti in contrasto fra loro come l’oscura Tamburi Di Morte e la fintamente melodica Kurt E Mary. Allucinanti Visioni (Versione Singolo) e Verso Il Rogo (Versione Singolo), rare tracce del 12” CAM, le bonus track dell’opera.