Bruno Nicolai – The Case Of The Scorpion’s Tail

Bruno Nicolai – 'The Case Of The Scorpion's Tail (Original Motion Picture Score)' (2017)

Lisa Baumer (Evelyn Stewart) è in compagnia del suo amante quando apprende la notizia del decesso del marito Kurt Baumer (Fulvio Mingozzi): l’aereo su cui viaggiava è esploso mentre sorvolava l’oceano. La donna è convocata ad Atene, dove è stata sottoscritta l’assicurazione sulla vita del consorte, per riscuotere il premio da un milione di dollari. La società assicurativa decide, però, di cautelarsi: incarica l’investigatore Peter Lynch (George Hilton) d’indagare sul potenziale coinvolgimento di Lisa Baumer nel tragico accaduto. La vedova è, però, brutalmente uccisa da un misterioso killer, che le sottrae il denaro. Il delitto è il primo di una serie: le vittime sono tutte persone vicine a Kurt Baumer. Mentre la polizia brancola nel buio, l’ingente somma è già nelle mani di Peter Lynch. La giornalista francese Cleo Dupont (Anita Strindberg) la ritrova in una grotta subacquea e, colta sul fatto, è salvata dall’intervento delle forze dell’ordine.

Reduce da “Lo Strano Vizio Della Signora Wardh” (1970), Sergio Martino ripercorre con successo la strada del thriller, Un titolo zoonomico, “La Coda Dello Scorpione” (1971), suffragato da un intreccio spionistico, composto da varie piste d’indagine, dall’assicurazione alla polizia, intrecciate a pedinamenti, interrogatori e rocamboleschi eventi. La sceneggiatura di Ernesto Gastaldi ed Eduardo Manzanos Borchero, già a lavoro sul copione de “L’Uomo Più Velenoso Del Cobra” (1971), è elaborata, con il denaro motore di una storia che presenta uno schema narrativo mutuato da “Psycho” (1960) di Alfred Hitchcock, la cui protagonista compie qualcosa d’illecito ed è assassinata. La macchina da presa indugia anche su gole tagliate e squarci truculenti, con il regista abile nel destreggiarsi tra illuminazioni dai colori acidi, grandangoli, soggettive e zoom. Tecniche elevate a cifra stilistica nel successivo “Tutti I Colori Del Buio” (1972).

La partitura di Bruno Nicolai, pubblicata in doppio vinile dalla Death Waltz Recording Company, gravita intorno due nostalgici temi, quali Foglie Rosse, melodia di archi e pianoforte su incalzante ritmo di basso e batteria, e Vento D’Autunno, in cui svettano archi e mandolini, in linea con l’ambientazione ellenica, espressa anche dall’interludio folk La Coda Dello Scorpione – Seq 4. Dai solchi di “The Case Of The Scorpion’s Tail (Original Motion Picture Score)” (2017) emerge, però, anche il lato più sperimentale del compositore che, sin da La Coda Dello Scorpione – Seq 1 e successive variazioni offre all’ascoltatore un parallelo percorso sonoro, fondato su ritmi ossessivi e inquietanti, con interventi distorti di chitarra, pronti a mutare anche in momenti atmosferici. Note acute e gravi di legni e ottoni. Arpeggi impazziti, percussioni improvvise, l’armonica de La Coda Dello Scorpione – Seq. 8. Grida, rumori, sospiri. L’avanguardia degli anni Settanta.

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