Berto Pisano – Interrabang

Berto Pisano – 'Interrabang (Colonna Sonora Originale Del Film)' (2016)

Interrabang fa stranamente rima con boomerang.

Uno yacht e un’isola deserta. Tre donne, due uomini. E un ciondolo a forma di punto esclarrogativo, cioè l’unione di un punto esclamativo e un punto interrogativo. Il raro carattere tipografico è sia il logo di “Interrabang” (1969) che la sintesi estrema della pellicola diretta da Giuliano Biagetti. Il segno d’interpunzione inventato dal pubblicitario Martin K. Speckter suggerisce incredulità e, soprattutto, preconizza una qualche sorpresa al termine di una frase o di una trama. “Interrabang” è una sorta di sexy-thriller fuori dagli schemi, girato all’Isola Rossa nell’Argentario, tra spiagge rocciose e acque cristalline, ideali per mettere in mostra corpi in costume. Una scenografia adottata anche da altri film girati all’alba degli anni Settanta quali “Il Sesso Degli Angeli” (1968) di Ugo Liberatore, “5 Bambole Per La Luna D’Agosto” (1969) di Mario Bava, “Top Sensation” (1969) di Ottavio Alessi o “L’Isola Delle Svedesi” (1969) di Silvio Amadio.

L’esotismo del giallo atipico. Fantasie erotiche e atmosfere rarefatte. La beffa tragica. Il soggetto di “Interrabang” è tratto da un racconto dello scrittore Edgar Mills e si svolge nell’arco di una calda giornata di mare. Quattro i personaggi subito in scena. Anna (Beba Loncar), proprietaria di un atelier di moda, è in barca con sua sorella Valeria (Haydée Politoff), suo marito, il fotografo Fabrizio (Umberto Orsini), e la modella e amante di quest’ultimo Margherita (Shoshana Cohen). L’obiettivo della donna è realizzare un servizio fotografico. La cornice da sogno di una minuscola isola non è soltanto lo sfondo decorativo di un’ambigua vicenda dai contorni psicologici, ma offrirà spazi angusti per far venire a galla pulsioni nascoste, desideri repressi o la vera natura dei protagonisti. La fine del carburante dello yacht quel banale imprevisto che, in pochi fotogrammi, rompe l’inerzia di una calda mattina d’estate. In realtà, è un incidente pianificato.

Un motoscafo in avvicinamento con a bordo due signore soccorre Fabrizio. Le donne dovranno attendere sull’isola il suo ritorno con i rifornimenti. Un’occasione per scattare foto, familiarizzare con l’ambiente circostante e scambiare qualche parola. L’isola non è disabitata del tutto. Mentre le donne passeggiano tra gli scogli fa la sua comparsa Marco (Corrado Pani), un individuo in jeans e maglietta che, in altri modi, renderà la giornata meno monotona. Le tre donne sono, infatti, abbastanza insofferenti. Le due sorelle vivono uno stato di conflittualità latente, con la piccola, disinibita e viziata, abbastanza invidiosa del marito e del benessere economico della grande e quest’ultima, complice la differenza d’età, quasi attratta dalla giovane bellezza della consanguinea. Chi non soffoca i propri impulsi è Margherita, pronta ad avvicinarsi a Valeria, ma senza successo. L’indossatrice subisce, al contempo, il fascino misterioso di Marco.

L’uomo esercita un forte ascendente anche sulle due sorelle. Ognuna delle donne ambisce in segreto a restare da sola con lui. Nel frattempo, alla radio è diffusa la notizia di un’evasione da un vicino penitenziario: un detenuto è riuscito a fuggire dopo aver ucciso una guardia carceraria e i turisti locali sono invitati a diffidare dell’uomo armato e senza scrupoli. Le tre donne temono possa essere Marco, eppure commettono l’errore di dividersi e lasciarsi sedurre. Prima Margherita e poi Anna scompaiono con lui. La prima, forse, assassinata. La seconda colpita perché testimone del precedente gesto. Al ritorno di Fabrizio, Valeria si getta alle sua braccia. In quanto marito di Anna, sarà lui a ereditare la sua fortuna. Il vero colpo di scena è nell’aria. Di comune accordo con la donna, Marco si avventa con forza su Fabrizio e lo spinge in mare. Sarà lei l’ereditiera. Lo yacht riparte a gran velocità, ma un nuovo motoscafo si avvicina all’imbarcazione.

È la guardia costiera a caccia di informazioni sull’evaso. Valeria sogna a occhi aperti di trasferirsi il prima possibile in Libano con Marco, ma qualcosa va storto. Nonostante il piano diabolico, l’uomo appare perplesso, mette in dubbio la sua lealtà alla donna. Valeria è, ovviamente, a conoscenza del suo precedente ‘tradimento’ con Margherita, non di quello in atto con Fabrizio. La donna si rende conto di non aver visto i cadaveri di Margherita e Fabrizio. Il bizzarro scherzo ordito alle sue spalle termina quando lo yacht è affiancato da un altro motoscafo. A bordo i tre ‘scomparsi’. Fabrizio si diverte a scattare foto del volto corrucciato di Valeria. Un improvviso movimento dello yacht la fa, però, cadere in acqua. Il blu diventa rosso. L’elica del motore mette fine alla sua vita tra lo stupore generale. La narrazione di “Interrabang” s’interrompe al suo apice, ma il film non è passato alla storia per questa, semmai per la melodica colonna sonora.

Una gemma firmata da Berto Pisano. Diplomato in contrabbasso a Cagliari, l’artista sardo, fratello minore del più noto esperto di jazz Franco Pisano, è stato sia direttore d’orchestra che arrangiatore RCA e, in seguito, compositore tra i più richiesti dagli anni Sessanta in avanti, scrivendo anche sigle e temi per trasmissioni televisive, su tutte A Blue Shadow, motivo conduttore dello sceneggiato “Ho Incontrato Un’Ombra” (1974), diretto da Daniele D’Anza. Nonostante un discreto numero di score realizzati, tra cui alcuni interessanti contributi per il cinema dei ‘mondi neri’, il nome di Umberto Pisano è poco noto al grande pubblico. A prescindere dal formato, rarissime le ristampe sul mercato. “Interrabang (Colonna Sonora Originale Del Film)” (2016), un nuovo tassello del catalogo Dagored, segue le precedenti edizioni in cd e vinile, rispettivamente rilasciate su GDM (2004) e Dejavu (2004). Una soundtrack tanto uniforme quanto emotiva.

Difficile isolare le singole tracce, poiché sono numerose le variazioni del tema principale. L’opener A Piedi Nudi Sulla Spiaggia è uno slow waltz per flauto e oboe che, poco alla volta, prende forma in scia ai soliti vocalizzi di Edda Dell’Orso. Breve ma intensa La Scogliera Dell’Amore: la scala al pianoforte è abbinata agli archi. La successiva Il Colore Degli Angeli è la traccia più lunga del lato A e offre squarci bossa nova di notevole bellezza, con in primo piano la voce. Tema Di Valeria è, invece, quello davvero portante in “Interrabang”. All’introduzione di chitarra e violoncello segue un suadente ritmo jazz sottolineato dagli archi, dalla batteria e dal vibrafono, in seguito ripreso in più occasioni. In Sabbia E Mare ritorna il flauto basso di Gino Marinacci per un’atmosfera rilassata, abbellita dalle note di pianoforte, mentre il divertente shake per chitarra acustica Little Snack Bar si distacca dai precedenti brani. Un potenziale ballabile.

Il lato B prende il via con …E Il Sole Scotta. Dinamico swing jazz da grande orchestra, dall’andatura elegante, con la sezione fiati e Edda Dell’Orso come protagonisti. Il risultato finale è suggestivo. Non da meno quello di Tramonto Sulla Scogliera: una dolce ma fatale melodia di arpa. Emozioni differenti per l’ascoltatore ancora improntate sul tema principale: ad esempio, il sassofono lo strumento al centro della notturna La Vallata Sommersa. Flauto basso e organo con l’effetto tremolo sono sincronizzati, con gli archi impegnati a intonare il tema principale a velocità rallentata. Infine, tre riprese del Tema Di Valeria con tempi e chiavi diverse. A Tema Di Valeria (2) per archi, chitarra e oboe si contrappone il più sospeso Tema Di Valeria (3), esaltato dal clavicembalo ritmicamente sostenuto da un corposo basso e dai piatti della batteria. Tema Di Valeria (4) recupera A Piedi Nudi Sulla Spiaggia, con gli archi in evidenza. L’ultima enfasi.

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