Beat Movement – Linea/Rotta

Beat Movement – 'Linea Rotta' (2015)

Arduo trovare una qualche convergenza lineare tra una località barocca italiana, la copertina di un noto album rock e l’onda d’urto sonora di “Linea/Rotta” (2015), un muscolare singolo rilasciato da Blackwater Label. Questi gli elementi iniziali del rompicapo messo a punto da Mattia Prete e Simone Scardino, il duo Beat Movement.

Il progetto nasce nel 2010, a Lecce, il nostro luogo d’origine, con un obiettivo preciso: diffondere un’alternativa, forse un po’ fuori dagli schemi e dalla solita musica da ballare nei club. Tutto è iniziato da un’amicizia che ci ha motivati e spinti a crescere insieme come artisti, condividendo successi e insuccessi.

Nonostante i primi dj-set in zona, i due decidono di lasciare la provincia felice per avventurarsi a Roma, con l’idea e, soprattutto, con il chiaro intento di compiere una piccola evoluzione non solo sul piano personale. È il primo passo di un’attesa svolta. Da faro in lontananza, la techno della Capitale diviene luce da accendere con un click.

È proprio qui, nella nostra seconda casa, che nasce il nostro primo 12”, il suo prendere forma è frutto dell’esperienza accumulata, in cinque anni spesi tra eventi e giornate trascorse in studio. “Linea Rotta” non è nient’altro che la chiave forgiata da noi stessi per aprirci un nuovo canale. Se abbiamo finalizzato il nostro primo disco, lo dobbiamo al team di una label che cerca di offrire il meglio agli ascoltatori e agli appassionati non solo italiani: dal proprietario al grafico, tutti lavorano sodo per poter tagliare piccoli e grandi traguardi.

L’omaggio in copertina ai leggendari Joy Division di “Unknown Pleasure” (1979), influente opera con cui il gruppo britannico debuttò sulle scene incendiate dal furore punk, va poi ricondotto a quel confuso modus operandi comune a tutti gli esordienti, pronti a inventare o scoprire una successione di note nell’intimità della propria camera da letto.

L’immaginaria linea che congiunge Ian Curtis e i Beat Movement si spezza al sopraggiungere dei battiti industrial di Unione Divergente e degli iniziali ritmi dub di Prospettiva Piatta. Le sfumature dark del lato A emergono poco alla volta, grazie al mastering di Andre Merlini, per un caleidoscopio dai tratti quasi grotteschi.

Sul lato B, la title-track schiaccia forte sull’acceleratore, tra influenze nord europee e un sound ossessivo, metafora di un cuore pulsante. Ogni solco del vinile finisce per essere testimone consapevole di un’ambizione, di un sogno o di una passione autentica, la stessa che riesce a mettere d’accordo le generazioni tra Factory Records e Salento.

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