Augusto Martelli – Il Dio Serpente

Augusto Martelli ‎– 'Il Dio Serpente (Colonna Sonora Originale)' (2008)

Una certa differenza d’età non ha impedito a Paola (Nadia Cassini) e Bernard (Galeazzo Bentivoglio) di convolare a nozze. Il loro viaggio ai Caraibi è l’occasione per ravvivare la passione tra i due: Paola è insoddisfatta della loro relazione, ha accettato di sposare il ricco uomo d’affari mentre era fidanzata con Tony (Sergio Tramonti). Durante una gita in barca, la giovane scorge Stella (Beryl Cunningham), una ragazza di colore già segretaria del marito, durante un amplesso acquatico con un misterioso giovane. Eccitata dalla visione, Paola la rintraccia nel corso di una seconda escursione. Mentre Stella ‘introduce’ l’amica agli inquietanti riti magici della setta, di cui resta affascinata, Bernard muore in un incidente aereo. Paola è, però, indifferente alla notizia. Neppure l’arrivo di Tony le restituisce serenità. Il suo unico desiderio è offrirsi e congiungersi a Djamballà, un aitante incarnazione dell’omonimo dio serpente, che le si manifesta in varie località.

Un sacrificio sessuale. L’incontro mistico con l’uomo che, all’occorrenza, assume le sembianze di un rettile cambia la vita dell’invasata protagonista e, in parallelo, quello del cinema esotico all’italiana, destinato a compiere una parabola erotica in ambito exploitation e ad affiancarsi ad alcuni pruriginosi mondo movie. Oltre le spiagge deserte di Santo Domingo, tale memorabile sequenza de “Il Dio Serpente” (1970) costituisce una sorta di archetipo destinato a replicarsi in forme diverse come, ad esempio, in un cult quale “Emanuelle Nera” (1975), con la protagonista affatto attratta da una divinità tribale, ma disposta a concedersi agli indigeni per vivere un’esperienza liberatoria. Il film di Piero Vivarelli la ‘cartolina’ di un’età trasgressiva, in bilico tra eros e avventura, il cui voyeurismo di fondo è bilanciato dalle riprese documentaristiche delle credenze locali alternate a quelle dell’architettura coloniale. Estasi di un differente sincretismo.

La frizzante colonna sonora di Augusto Martelli un altro valore aggiunto. Pubblicata in versione completa per conto della Cinevox, con dodici bonus track, “Il Dio Serpente (Colonna Sonora Originale)” (2008) è un mix di sensuali brani etnici, il cui incipit Djamballa, in parte arrangiato da Dario Baldan Bembo, è tra quelli indimenticabili. Un motivo ripreso in Beryl’s Tune con pianoforte e sitar. La ritmica incalzante di Drums And Drums e quella compassata di Zombie’s Mood il riflesso di diversi approcci alle percussioni, calibrati per le immagini sullo schermo. Siempre Cantando, Ciche-Ton-Ton e Pepito Das Muras incorporano, invece, il calore del sound latino, stemperato, invece, in Beguine Venezuelana, con il flauto centrale in una composizione struggente e di grande intensità armonica. Il medesimo strumento, con la complicità dell’organo, caratterizza Il Dio Serpente. Mood, infine, il trionfo degli ottoni. Straordinario esercizio funk.

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