Armando Trovaioli – Sesso Matto

Armando Trovaioli – 'Sesso Matto (Colonna Sonora Originale)' (2016)

I film a episodi e le colonne sonore lounge. Due facce della stessa medaglia. I grandi registi della commedia all’italiana e le brillanti note dei compositori della penisola: un trend nato negli anni Sessanta e divenuto un autentico cliché nell’opulento decennio seguente. Diretto da Dino Risi, e musicato da Armando Trovaioli, “Sesso Matto” (1973) costituisce uno dei primi fortunati esempi dell’evoluzione sexy per un genere di successo, in grado di rivaleggiare a colpi d’incassi con western e gialli-thriller, marcato dall’effervescente commistione di funk, jazz e soul.

Scelte sonore forbite, mai banali, utili a commentare parti differenti della pellicola, ciascuna delle quali rappresenta un’entità narrativa indipendente, la cui brevità è funzionale all’incisività di un ritratto, di una critica di costume o, talvolta, di un epilogo dai tratti drammatici. Il raccordo tra le stesse può essere costituito da un tema comune, dal regista e da uno o più interpreti. È il caso, ad esempio, dei protagonisti di “Sesso Matto”: Giancarlo Giannini, istrionico attore apprezzato anche all’estero, e Laura Antonelli, futura icona sexy per milioni di spettatori di ogni età.

Fulcro della pellicola di Dino Risi, tra i maggiori esponenti della commedia all’italiana con Luigi Comencini e Mario Monicelli, è il tema del sesso ‘bizzarro’, descritto in nove comici e grotteschi episodi, specchio di un Paese tanto focoso quanto moralmente trasformato dopo il 1968. Giancarlo Giannini e Laura Antonelli, grazie al trucco e al ricco guardaroba, si cimentano così in interpretazioni quasi caricaturali, mettendo in scena alcune deviazioni sessuali degli italiani di allora, forse, neppure così distanti dai resoconti di certe cronache urbane dell’oggi.

Un cameriere è costretto a possedere la padrona nel sonno per poterla svegliare. Una coppia di straccivendoli continua a riprodursi nonostante quindici figli già a carico. Un giovane avvocato s’innamora di una vecchia signora e della sua decrepita madre. Un venditore ambulante appena sposato è in grado di consumare il matrimonio solo in ascensore. Un impiegato chiede e ottiene che la prostituta che frequenta assomigli il più possibile alla moglie scomparsa. Un italiano emigra in Danimarca per donare il suo sperma a un banca del seme e immagina lo spogliarello di una suora.

Una vedova di mafia si vendica del marito, ucciso in seguito a uno sgarro al potente boss locale, sottoponendo il suo killer a prestazioni sessuali straordinarie, fino a morire per un attacco cardiaco. Un emigrato pugliese a Milano perde la testa per un travestito incontrato in una balera che, in realtà, è suo fratello. Infine, una coppia di coniugi invita a cena uno sconosciuto per eccitarsi al turbamento causato in lui dalle avance della moglie. Episodi grotteschi che vedono anche la partecipazione di Paola Barboni, Alberto Lionello, Duilio Del Prete, Carla Mancini e Franca Scagnetti.

L’opera di Armando Trovaioli è finalizzata a rimarcare la diversità di tale sceneggiatura, scritta da Ruggero Maccari, dagli alterni risvolti. Il compositore, tra i più rinomati di sempre, ha finito così per caratterizzare un sound ritmato attraverso il ricorso a differenti strumenti. Scelte sonore ascoltabili non solo durante il film, ma anche su vinile. La colonna sonora di “Sesso Matto” ha conosciuto più edizioni, la prima via Duse Record (1973), appendice della Beat Records Company, e le successive su Vogue (1974) e West End Records (1976) per il mercato francese e statunitense.

Dopodiché, una per gli appassionati giapponesi su Seven Seas (1993) e la prima stampa in cd (2007), con oltre quaranta tracce, a cura della stessa Beat Records Company. L’etichetta di Daniele De Gemini è autrice anche dell’ultima edizione di “Sesso Matto” (2016), di nuovo in vinile, realizzata con la partecipazione dell’attivissima Sonor Music Editions di Lorenzo Fabrizi. Un disco che, in occasione del cinquantennale della società romana, assume un valore anche simbolico, perché prima tappa di un revival con cinque appuntamenti, per celebrare le opere e gli autori di un catalogo unico e prestigioso.

Quando i futuri amministratori Franco e Luciana De Gemini misero piede nell’ufficio in viale Medaglie d’Oro, la Beat Records Company, rilevata dal discografico Fulvio Corradini e dal contabile Benito Costa, aveva in cassa sedicimila e cinquecento lire, cinquantotto brani in catalogo e una multa del fisco di centoquarantamila lire per una mancata denuncia. Aneddoti di altri tempi. Se il maestro è stato il cosiddetto ‘harmonica man’ per Ennio Morricone e altri, la colonna sonora di “Sesso Matto” prende il via attraverso la risata e l’altra voce simbolo del cinema nostrano.

La title-track è, infatti, vocalizzata da Edda Dell’Orso, intenta a ripetere sensualmente le parole ‘sesso’ e ‘matto’. Un tema inconfondibile, con annesso break di percussioni, ma il riff di chitarra è stato preso in prestito da una vera e propria hit disco dell’epoca, la trascinante Soul Makossa di Manu Dibango. Il lato A contiene, però, anche un’altra traccia cantata, Two Happy People, più lenta e romantica, a cura di Sir Albert Douglas. Delicata Signora Sono Le Otto, con la sezione di fiati in primo piano; struggente Due Cuori E Una Baracca, impreziosita dal mandolino.

Le successive Palm Tree e L’Ospite sono, invece, maggiormente segnate da una vena latina, ai limiti della bossa, tanto spensierata quanto colorata. L’intensità del groove non viene meno nella scanzonata Viaggio Di Nozze, ma cala in Un Amore Difficile, carica di quel sentore a metà strada tra la nostalgia per una persona cara e la solitudine dello stare al mondo. Il lato B si apre con la marcetta Delitto Sessuale, divisa in due parti rispettivamente contraddistinte dall’uso dello scacciapensieri e del violino. È il flauto, invece, al centro della fumosa D’Amore Si Muore.

La seguente I Apologise Mr. Rossini propone un riadattamento elettronico della celebre overture La Gazza Ladra di Gioacchino Rossini, dapprima spogliata dei suoi orpelli e poi arricchita dagli altri strumenti, intenti a punteggiare un ritmo in crescendo. Se Kinky Peanuts fa parte del lotto di tracce latine, Torna Piccola Mia e Non È Mai Troppo Tardi appartengono di diritto a quelle più intime e languide. Dopodiché, ritorna ancora la voce Sir Albert Douglas con Searching For Something. Il tema Sessomatto, ripreso in breve, chiude una colonna sonora tanto dolce quanto vibrante.

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