Armando Trovaioli – Brutti, Sporchi E Cattivi

Armando Trovaioli – 'Brutti, Sporchi E Cattivi (Colonna Sonora Originale - Edizione Speciale)' (2009)

Venticinque persone convivono sotto lo stesso tetto, quello di una baracca come altre sulla collina che fiancheggia San Pietro, a Roma. Il capofamiglia è il vecchio Giacinto (Nino Manfredi), di origini pugliesi, alcolizzato e dispotico, la cui preoccupazione è quella di nascondere un milione di lire in contanti, risarcimento per la perdita di un occhio a causa di un incidente sul lavoro, dall’avidità dei congiunti. Quando Giacinto s’innamora di una grassa prostituta napoletana, Iside (Maria Luisa Santella), con la quale dilapida i soldi, causa le ire della moglie Matilde (Linda Moretti). Iside, decisa a lavare l’affronto, organizza l’assassinio di Giacinto con la complicità di tutti i parenti. L’uomo è avvelenato con mezzo chilo di topicida mischiato al sugo della pastasciutta. Giacinto, però, riesce a salvarsi e, per vendetta, prima incendia la baracca e poi la vende a un altro sfollato, causando una zuffa tra due povere e numerose famiglie.

Descrizione

La periferia romana di metà anni Settanta. Migliaia di baracche degradate in collina. Gli abitanti disperati, rozzi e sgradevoli. Disintegrati dalla società della metropoli, simboleggiata dalla maestosa cupola della basilica di San Pietro, promemoria di una vita migliore. Le loro miserie morali e materiali. Una quotidianità meschina in cui dominano bruttezza, sporcizia e cattiveria. Un lungometraggio divertente, folkloristico, ma con un retroterra amaro e malinconico. Metà commedia, metà dramma. “Brutti, Sporchi E Cattivi” (1976), vincitore del premio per la miglior regia al festival di Cannes, è tra i cult della filmografia di Ettore Scola, reduce dal successo di “C’Eravamo Tanto Amati” (1974). Eccellente il contributo del cast, in grado di strappare al pubblico non poche risate, grazie anche al ricorso al dialetto romanesco, a quello barese, alla stravaganza dei vari personaggi. Non c’è spazio per la compassione, né per forme di redenzione.

Musica

Se l’eredità del neorealismo è da ricercare tra particolari disgustosi, volti abbrutiti e dettagli sudici, le musiche di Armando Trovaioli rimarcano o accentuano in parte tali aspetti. È il caso del Tema Della Goccia, scandito da due note, ripetute in modo ossessivo, affiancate da meste melodie per flauto e armonica. Le prime costituiscono l’ossatura di Celhoio, con accompagnamento di chitarra acustica e armonica. Le seconde, invece, la base di Iside E Giacinto e della ‘tragica’ L’Avvelenamento di Giacinto. Un mood simile connota anche in Vita Da Baraccati, con il contributo di vocalizzi femminili. L’altra faccia di “Brutti, Sporchi E Cattivi (Colonna Sonora Originale – Edizione Speciale)” (2009), una release GDM, è quella espressa dall’iconica canzone Brutti Sporchi E Cattivi (Vocale), punteggiata dai sintetizzatori, dalle evasive Maria Libera E I Bambini e Racconto Televisivo, dalla digressione lounge Il Sogno e dal funk di Nonna Antonecca.

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